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PROGRAMMI ED OBBIETTIVI DEL PARTITO
LEGA ANTIMAFIA PER LA COSTITUENTE FEDERALE
DIRITTO DEL LAVORO
Introduzione di un minimo salariale per tutte le fasce professionali e attivazione di un percorso formativo permanente con sostegno alla riqualificazione professionale ed agli aggiornamenti tecnici allineati alle esigenze del mercato del lavoro. Introduzione di sussidi permanenti anche nei periodi di occupazione e/o nelle fasi iniziali di apprendistato tecnico commerciale professionale.
Introduzione di un percorso individuale che sostenga il diritto del lavoro e del godimento di beni primari, mobiliari e immobiliari anche per soggetti provenienti da fasi disoccupazionali croniche, problemi esistenziali, famigliari, individuali e psicologici. Introduzione del diritto alla garanzia di un minimo materiale vitale e sociale sganciato dalla colpevolizzazione psichiatrica e clientelare attualmente vigente nei settori di assistenza sociale.
Accesso a percorsi formativi e diritto di supporto morale e materiale alle vittime del lavoro precario.
Apertura e liberalizzazione del mercato del lavoro con tracciatura certificabile dei procedimenti di assunzione delle aziende obbligate a rivolgersi ai centri per l'impiego riqualificati.
Tale procedura è finalizzata alla prevenzione e repressione del flagello sociale del fenomeno della raccomandazione e del voto di scambio e del massiccio racket delle assunzioni dilagante in tutte le regioni italiane.
Obbligo delle aziende società con più di 9 dipendenti di giustificare ruoli, carriere e avanzamenti professionali impropri ed effetto di clientele e raccomandazioni familistiche e politiche con revisione dell'organico ed eventuale reintroduzione di personale reclutato e selezionato tramite percorsi di formazione, recupero e riqualificazione umana e professionale. L'organigramma non giustificato comporta l'interdizione delle medesime dal mercato del lavoro, l'annullamento delle forniture e degli appalti e l'obbligo di acquisizione di nuovo organico acquisito dalle banche dati dei Centri per l'Impiego.
Riconoscimento dei lavoratori precari come Categoria protetta svantaggiata e discriminata con facoltà di precedenza nel ciclo di riqualificazione professionale e recupero sociale, umano e materiale.
Abolizione del lavoro precario.
Riorganizzazione del lavoro interinale da riservarsi ai soli lavoratori stranieri immigrati (esclusivamente nel periodo preliminare del loro rimpatrio ed entro il termine massimo di due anni) ed alla popolazione carceraria.
Conversione immediata ed irreversibile dei contratti a tempo indeterminato assegnati ai lavoratori immigrati in contratti ad interim prorogabili o revocabili con tempi e metodi da definirsi.
Soppressione del sub appalto e della filiera dei servizi di marketing "multilevel", eufenismo con cui oggi viene denominato il sub appalto in regime di cartello delle società di servizi e consulenza esterna.Una percentuale altissima di precari (call-center, consulenti, operai di fabbriche e cantieri, logistica, etc...) è alle dipendenze di micro società (costituite e capitalizzate col meccanismo delle scatole cinesi) che operano in regime di sub-appalto, spesso illecitamente e con una stratificazione di 4-5 intermediari sottostanti alla società vincitrice della gara. La percentuale delle morti bianche vede come vittime i lavoratori reclutati in regime di sub appalto, interinale e caporalato!. Nel subappalto operano le organizzazioni criminali dei comparti edili, multiservizi, cooperative cattocomuniste, ditte cantieristiche, logistica e marittimi. Operano società capitalizzate da organizzazioni criminali che esercitano il controllo dell’economia dei servizi a valore aggiunto (innesto di numerosi ed inutili intermediari di filiera), dove lo sfruttamento dei collaboratori a progetto, dei lavoratori precari, l’assenza di formazione professionale di diritti e tutele permette massimi profitti per manager e titolari di tali imprese.
Chiusura definitiva, senza proroghe e senza clausole, delle frontiere agli immigrati onde impedire ulteriori scenari di destabilizzazione sociale di cui le forze politiche si sono rese protagoniste negli ultimi anni. Le risorse sociali in questo paese sono poche ed ancor meno le offerte di lavoro. Non è pertanto giustificato un ingresso così massiccio di stranieri. E' necessario utilizzare le esigue risorse del welfare e del mercato del lavoro per un uso interno dedicato alla sola popolazione italiana disoccupata e/o precaria. Ancor meno è lecita la forma del dumping sociale dove l'escalation dei diritti riservati ai cittadini stranieri è superiore ai doveri invece riservati ed imposti ai lavoratori precari cittadini italiani. Il motivo per cui molti italiani rifiutano lavori degradanti, destinati agli immigrati, è dovuto alle condizioni salariali incompatibili con la stessa esistenza. Per gli stranieri un basso salario viene compensato da facile accesso agli alloggi popolari, a forme di integrazione reddituale tramite sussidi, all'accesso gratuito a scuole, asili, ospedali, assistenza legale, etc.... ammortizzatori invece negati agli italiani. La stragrande maggioranza degli immigrati integra il reddito "legale" con attività illegali come il narcotraffico ed il controllo della prostituzione e il caporalato. E' triste oltremodo ammettere che molti stranieri arrotondino l'attività lavorativa con attività illecite, come la ricettazione, lo spaccio di droga e tutte quelle devianze (coperte dal mondo imprenditoriale, politico e giudiziario) spesso proposte dalle organizzazioni criminali colluse con gli imprenditori che reclutano manodopera straniera. Malgrado sia opinione diffusa che solo gli stranieri clandestini (senza permesso di soggiorno e senza lavoro) siano protagonisti di atti criminali, esiste una buona percentuale di stranieri regolari e con lavoro che delinquono e che popolano le carceri (un pretesto spesso adottato da giudici e avvocati è quello di applicare la condizionale per evitare la perdita del posto di lavoro in caso di condanna per narcotraffico e reati vari). Una buona percentuale dei crimini commessi dagli immigrati (in primis lo spaccio ed il traffico di droga) sono pertanto commessi anche da stranieri regolari e con lavoro regolare. Molti stranieri con regolare permesso di soggiorno e con lavoro infrangono spesso la legge con reati di ricettazione e narcotraffico. Spetterebbe direttamente all'imprenditore che assume manodopera straniera il pagare una sanzione (civile e penale, ivi incluso il fallimento giudiziario dell'impresa) sui reati commessi dai suoi dipendenti. Spesso sono proprio i datori di lavoro ad essere implicati in attività illegali (dai cui proventi si ricicla denaro da reinvestire in attività imprenditoriali e cooperative del terzo settore), delegate poi ai loro dipendenti. Come evidente è di fondamentale importanza sanzionare i datori di lavoro che hanno dipendenti che commettono reati con il ritiro dell'iscrizione al ruolo REA delle loro aziende ed una denuncia a piede libero per favoreggiamento nei reati commessi dai loro dipendenti (leggi quadro analoghe sono in vigore in diversi paesi europei e nella confederazione elvetica e questo ha imposto agli imprenditori la rinuncia ad attività di riciclaggio e/o di reclutamento di manodopera a basso costo, spesso attuate con i metodi sopra elencati).
Riqualificazione degli attuali Centri per L'impiego in strutture di monitoraggio, recupero e formazione permamente dei lavoratori precari, lavoratori maturi, e dei disoccupati cronici. Creazione di un credito formativo abbinato all'erogazione di un sussidio di disoccupazione nei periodi di inattività. Orientamento verso una economia che punti verso l’occupazione costante ed etica.
Obbligo di trasparenza del mercato del lavoro (abolizione della raccomandazione, divieto di assumere tramite conoscenze amicali, parentali, divieto di collocare in uffici pubblici e privati figli, nipoti e parenti in genere) ed obbligo di selezione e formazione permanente ad esclusivo esercizio dei centri per l'impiego. Basta con la raccomandazione!. E' necessario obbligare le aziende ad aprirsi verso il mercato del lavoro e della libera candidatura, le cui prove di ammissione e di eccellenza devono essere certificate e verificabili dagli attuali Ispettorati del Lavoro. Nessuna azienda (ad esclusione di quelle a semplice conduzione famigliare che non potranno assumere dipendenti salvo il convertirsi in aziende con più di 15 dipendenti) deve più assumere senza avvalersi dei servizi di ricerca e selezione del personale dei Centri per l'impiego e delle certificazione di regolare esito di selezione dei candidati senza il ricorso alla raccomandazione.
Inserimento nel codice civile (e penale quando vi è concorso di più persone) del reato di Mobbing e Bulling aziendale. Imporre una trasparenza delle aziende e delle imprese le quali devono essere sottoposte a controlli periodici e costanti sulla conduzione ed assunzione del personale. Le aziende condannate per mobbing e demansionamenti finalizzati alle dimissioni devono essere interdette per un minimo di 3 anni dall'assunzione di nuovo personale e sospensione delle certificazioni ISO per due anni.
Il reato di mobbing deve essere assimilato al reato di associazione per delinquere quando il concorso supera le 3 persone (i mobbers) e devono essere applicati anche i codici penali per il personale ed i vertici d'impresa coinvolti in tale pratica, perseguibili con l’accusa di violenza privata. In sintesi, per i reati di mobbing, oltre ad essere imputabile l’azienda, lo deve essere in sede penale (indipendentemente dalla processualità civile condotta verso l’azienda) anche il mobber il quale deve venire sottoposto a processo penale per i reati di violenza privata ed eventuali ingiurie, minacce ed eventuali aggressioni e molestie.
Le morti bianche colpose devono essere penalmente perseguite nei confronti del datore di lavoro con pene che prevedano la reclusione da 2 a 10 anni ed il pagamento di sanzioni amministrative a partire da 150.000 € (oltre ai risarcimenti civili della parte lesa o deceduta per incidente causato dal mancato rispetto delle tutele di sicurezza). In caso di insolvenza del datore di lavoro condannato, questi subirà un ulteriore prolungamento della pena detentiva da 3 a 10 anni con proposta di riduzione della pena se consenziente nell'indirizzamento verso i progetti di recupero sociale lavorativo presso le strutture carcerarie.
Assimilazione della pratica della raccomandazione al reato mafioso e di frode commerciale (con indennizzo obbligatorio verso l’agenzia delle entrate di una sanzione amministrativa d a 10.000 a 25.000€ ) e con sanzioni penali nei confronti del datore di lavoro che assume tramite il meccanismo della raccomandazione (sanzioni integrative nei confronti dell' azienda e del datore a partire da 50.000€ per ciascun dipendente assunto con tale meccanismo).
Sanzione amministrativa per i lavoratori dipendenti pubblici e privati assunti tramite raccomandazione (da € 10.000) e rimozione della loro posizione lavorativa con risoluzione obbligatoria del contratto ed avvio di un progetto di reinserimento e riqualificazione senza metodi clientelari (per i dipendenti di età superiore ai 58 anni e proposta di pre pensionamento o buona uscita agevolata). Recupero sociale e morale dei soggetti che fruiscono del meccanismo della raccomandazione. I n caso di insolvenza del pagamento della sanzione di € 10.000 con obbligo stragiudiziale di lavoro interinale. I n caso di rifiuto del recupero socio lavorativo ,irrogazione d i un a ulteriore sanzione di € 5.000.
Penalizzazione del voto di scambio per i cittadini fruitori di tale pratica (con sanzioni penali a partire da euro 10.000 per gli elettori e radiazione dalla carriera politica dei candidati con condanna per associazione mafiosa e sanzioni a partire da 200.000 euro) e scioglimento delle liste locali soggette a tale forma di baratto elettorale e rimozione dei capilista elettorale nelle circoscrizioni soggette a tale pratica..
Interdizione alla vita politica dei pregiudicati, degli imprenditori e degli azionisti di azioni e titoli acquistati da terze società.
Istituzione di organizzazioni sindacali di categoria (ripartite per categoria CCNL contrattuale) in sostituzione delle organizzazioni sindacali corporative.
Potenziamento e riforma degli Ispettorati del Lavoro e delle Direzioni Provinciali del Lavoro con assunzione di nuovo personale e con monitoraggio costante dei luoghi di lavoro (nella misura minima di un controllo mensile e con istituzione di un osservatorio degli ambienti lavorativi e della gestione del personale ad opera delle aziende). Tale vigilanza deve essere applicata a tutte le realtà produttive incluse quelle della popolazione carceraria, limitatamente alla organizzazione interna del lavoro negli istituti di pena e recupero. Banca dati delle aziende con eccessivo “change over” dei dipendenti e definizione di una black list di aziende che non rispettano lo Statuto dei Lavoratori e che risolvono le controversie con i loro dipendenti tramite mobbing e demansionamenti. La black list include anche le aziende condannate per mobbing che hanno l’interdizione nell’assunzione di nuovo personale per un periodo minimo di 3 anni. Accorpamento delle funzioni di tutela e rappresentanza giuridica vertenziale nelle cause di lavoro agli Ispettorati del Lavoro i quali dovranno mettere a disposizione la tutela legale delle vittime di ingiustizie sul lavoro. Tale tutela deve essere gestita con il supporto delle organizzazioni sindacali di categoria CCNL che si sostituiranno alla triplice corporativa CGIL, CISL, UIL. Per ragioni di finanziamento tali organizzazioni prevedono l’iscrizione obbligatoria dei lavoratori di categoria con versamento di contributi proporzionale al trattamento salariale.
Le attuali confederazioni sindacali ed il loro potere corporativo sono la causa primaria della diffusione del lavoro precario oltre che della scarsa o nulla tutela dei lavoratori vittime di mobbing, lincenziamenti ingiustificati e della stessa latitanza nella tutela degli stessi precari. Molti dirigenti di CGIL, CISL e UIL sono azionisti di importanti agenzie interinali, le quali a loro volta campano con illeciti finanziamenti FSE (legge 488-92) gestiti oltremodo dalla mafia e dalle principali corporazioni.
Stop allo scontro generazionale che vede i 60enni ancora occupati e la loro pensione pagata anche con i contributi dei lavoratori precari, i quali, la pensione non la vedranno mai. Pertanto, pur esistendo, in Italia, il fenomeno degli Over 40 che vede molti lavoratori maturi disoccupati ed esclusi dal mercato del lavoro, è necessario allineare la soglia pensionistica alla media europea.
Come tutti sanno la causa della disoccupazione matura e del precariato giovanile sono i 2 lati della stessa medaglia che vede nel fenomeno della raccomandazione una totale chiusura del mercato del lavoro.
Solo rendendo il mercato del lavoro liberalizzato da interessi di casta e clientelari potremo ridurre la disoccupazione giovanile e matura ai limiti fisiologici.
EMERGENZA INDIGENTI E SENZA CASA
L'Italia è la nazione col maggiore divario sociale al mondo (seconda dopo gli U.S.A.). Tra i vari motivi, la presenza di corporazioni e lobby a matrice criminale e mafiosa (colluse con i principali monopolisti italiani e con la partitocrazia) attive da molti decenni (ed ancora di più dalla recenti riforme del mercato del lavoro) nella ESCLUSIONE SISTEMATICA di ampie categorie di cittadini italiani dall'accesso agli strumenti ed ai servizi fondamentali quali il diritto al lavoro permamente, ad un salario minimo vitale, all'accesso a beni mobiliari, al diritto ad un alloggio.
Tra le varie forme di discriminazione sistemica si annoverano anche forme di predazione collettiva attuata da numerosissimi esponenti politici amministrativi locali (ma anche provinciali e regionali e, su deleghe di Decreti Legge, anche attraverso riforme del welfare) con il supporto generale del Ministero della Giustizia, del Consiglio Superiore della Magistratura, delle organizzazioni sindacali, delle corporazioni medico-psichiatriche,di segreterie di partiti, che periodicamente, tramite persecuzioni giudiziarie, esercitano azioni predatorie attuate con il supporto delle forze dell'ordine, della corporazione psichiatrica, dell'ordine degli avvocati e dei servizi sociali, a danno di cittadini onesti che si erano costruiti una modesta posizione indipendentemente dalla mafia politico-giudiziaria clientelare e voto scambista. Come ampiamente esposto nel documento http://www.mafiaspa.ch/psichiatria-politico-giudiziaria.htm, coloro che riescono a sopravvivere materialmente senza il compromesso clientelare-mafioso del sistema partitocratico imprenditoriale divengono, prima o poi (le Prefetture sono in grado di individuare i cittadini che si astengono al voto fornendo i nominativi a forze politiche e giudiziarie) vittime di azioni predatorie a tutti gli effetti con simulazioni di reati, simulazioni di squilibri mentali e pericolosità sociale, rinvii a giudizio, decreti di Trattamento Sanitario Obbligatorio, condanne penali in regime di simulazione di reato e frode giudiziaria, mobbing aziendale su commissione, che riducono le vittime medesime allo stato di indigenza (il 100% delle aste giudiziarie, i cui beni vengono rilevati da politici, assessori, amministratori, avvocati, imprenditori, cooperative sociali, magistrati, dipendenti statali-ministeriali, ordini religiosi, corporazioni ecclesiastiche, esponenti mafiosi e criminali, provengono da beni confiscati a tali vittime, tra le quali, anche auto imprenditori e piccoli imprenditori artigiani non allineati alle politiche mafioso giudiziarie del sub appalto clientelare). Una percentuale non precisata di queste vittime vengono soppresse da protocolli di Trattamento Sanitario Obbligatorio (decesso per narcosi farmacologica, suicidio per sovradosaggio e/o pestaggi presso comandi di Polizia di Stato e Carabinieri, omicidi mascherati da gesti di autolesionismo e/o provvedimenti TSO in simulazione di autolesionismo con copertura giudiziaria e psichiatrica).
Percentuali non precisate di vittime di persecuzione predatoria (in regime di frode giudiziaria e trattamenti psichiatrici) includono ex beneficiari di clientelismi politici, successivamente decaduti con conseguente predazione dei beni mobiliari, immobiliari e finanziari acquisiti dal regime clientelare.
Alcune di queste vittime, anche quando si riducono nella condizione di "senza fissa dimora", vengono poi soppresse tramite pestaggi attuati su commissione alle forze dell'ordine o tramite simulazione di atti di violenza verso "barboni" ad opera di facinorosi.
Il censimento dei senza dimora italiani è sicuramente difficile da quantificare, gruppo a cui si aggiungono le persone prossime allo stato di indigenza.
Le cifre ufficiali parlerebbero di circa 5 milioni di italiani sotto la soglia di povertà (non si esclude che in tale categoria vi siano anche mega evasori fiscali) e di circa 800.000 (equivalente alla città di Torino) senza casa distribuiti principalmente nel nord Italia ed in alcune realtà metropolitane del centro Italia come Roma, Firenze e Bologna.
E' probabile che le cifre ufficiali (le leggi italiane non permettono censimenti in quanto, coloro che privi di residenza ufficiale, non sono censibili) siano molto sottostimate e la percentuale sia molto, ma molto più elevata e sottaciuta da "onlus" conniventi come la Caritas) siano enormemente sottostimate, come sconosciute sono le cifre sulla mortalità dei senza fissa dimora (malattie derivanti da esposizione al freddo, denutrizione, mancata assistenza medico ospedaliera, morti violente, etc...).
SOLUZIONI: Istituzione di una COMMISSIONE DI CRISI PER SERVIZI SOCIALI DI EMERGENZA per indigenti con attuazione di censimento e ricovero dei senza casa presso strutture di accoglienza e successiva destinazione presso alloggi permanenti e misure di emergenza di recupero umano dei soggetti vittime di ingiustizia sociale e persecuzioni giudiziarie (stalking politico giudiziario di matrice mafiosa) con assegnazione di strutture abitative permanenti e di sostegno economico alla sussistenza.
Istituzione di una anagrafe di "rivalsa dei diritti civili e giudiziari" che identifichi nel censimento delle vittime la preesistenza di impianti predatori politico giudiziari causa di decadimento nello stato di indegenza e danno biologico-morale onde perseguire penalmente gli autori di tali disegni crimonosi, magistrati inclusi.
Attuazione di misure di ricovero e protezione permanente dei soggetti "senza fissa dimora" affetti da forme di alienazione sociale derivanti dalle dinamiche predatorie (è probabile che l'attuale percentuale di "senza casa" provenienti da trascorsi di alcolismo cronico e/o tossicodipendenze e/o ex chiusura dei vecchi istituti manicomiali sia minima, seppure presente, rispetto alle vittime di "stalking politico giudiziario" e che il confine tra le due categorie possa essere labile, indistinguibile e/o non più rintracciabile) con effetti devastanti nella sfera psichica delle vittime.
Molti casi (come dimostrano le testimonianze dirette delle poche associazioni volontaristiche dedite all'assistenza dei senza casa) sono difficili da gestire perchè sono subentrate forme di alienazione reattiva ad esperienze traumatiche di violenze e ingiustizie sociali subite (discriminazioni politico sociali e predazione politico giudiziaria e conseguenti espulsioni dal mondo del lavoro, dalla vita sociale, dalla famiglia, dalla sfera sentimentale-matrimoniale, etc...) con traumi alla sfera psichica spesso irreversibili o di difficile o parziale recupero. In ogni caso, dovrà prevalere una "politica" di allontanamento (mai forzato, mai coatto e gestito anche col supporto delle esperienze acquisite dagli operatori attuali) dalla vita in strada soprattutto quando questa minerebbe la salute e la vita stessa delle vittime.
Una nazione civile non deve permettere fenomeni di barbarie come lo sconfinamento nello stato di indigenza e senza dimora "sistemico",attuato dalle corporazioni psichiatriche e giudiziarie su commissione di disegni di vendetta e/o predazione sistemica perpetuata dal potere partitocratico e dalle sue menifestazioni criminali (molto comuni in Italia) più estreme.
PENSIONI MINIME E SOCIALI.
La convenzione dei diritti umani della Corte CEE di Strasburgo stabilisce che persino per i profughi politici impatriati in uno dei qualsiasi stati CEE abbia diritto ad un sussidio minimo vitale di 800 € mensili, assistenza sanitaria e legale, vitto e alloggio, seppur presso centri di emergenza o dormitori, corsi di lingua locale, formazione professionale, e alloggio popolare entro 2 anni.
La nazione italiana è l'unica in Europa ad erogare pensioni abbondantemente al di sotto della soglia minima vitale formulata dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo.
Oggi le pensioni minime ammontano a circa 400 euro mensili senza nessuna altra forma di integrazione.
La quota minima individuale di una pensione anche la minima, anche la sociale deve attestarsi all'importo di 800 € mensili integrata da ulteriori forme di sostegno materiale ed economico anche immobiliare.
MOBBING E TRASPARENZA AZIENDALE
Come ampiamente noto, un po’ tutti gli ambienti di lavoro sono soggetti a sistemi di controllo del personale e di gestione del medesimo assimilabili al regime carcerario. Tale pratica non si limita alle aziende ma anche e soprattutto nel sub appalto (in tutte le sue categorie) dove persino gruppi di lavoratori precari culturalmente scarsi, si prestano (dietro false promesse di avanzamenti retributivi e carrieristici e di assunzione definitiva) al caporalato interno attuato tramite imposizione di contro gerarchie, spionaggio dei colleghi, monitoraggio e forme prevaricatorie quando i colleghi non rispettano i dettami imposti dal datore di lavoro. Come già accennato nella sezione “DIRITTO DEL LAVORO” tali pratiche sono da considerarsi vere e proprie forme di violenza privata che se condotta in associazione produce un reato associativo penalmente perseguibile. L’azienda o il gruppo di lavoro gestito dal “branco” di caporali è un fenomeno diffusissimo in Italia (coinvolge qualsiasi categoria professionale di precari) e può essere prevenuta solo con leggi severe, nei confronti di lavoratori e dirigenti che si rendono protagonisti di abusi ed abolendo il lavoro precario e il sub appalto. Nelle aziende italiane prevale un regime di discriminazione che penalizza il personale selezionato con metodi “tradizionali” (prevalentemente Invalidi Civili e ex precari e/o ex interinali) rispetto ai raccomandati. E’ necessario introdurre protocolli di monitoraggio del personale aziendale a cura degli ispettori del lavoro e degli Ispettorati di competenza. Non devono essere ammesse disparità retributive tra dipendenti di pari mansioni e livello contrattuale. L’avanzamento di carriera deve essere sostenuto e monitorato da un progetto formativo e di controllo a cura degli Ispettorati del Lavoro, dei Centri per l’impiego e delle organizzazioni sindacali di categoria (ex triplice sindacale sostituita da associazioni sindacali di categoria contrattuale). Gli avanzamenti di carriera di lavoratori junior neo assunti devo essere comprovati dalle effettive attitudini imprenditoriali e manageriali degli interessati e non possono avvenire come neo assunti. Quest’ultimo paragrafo potrebbe sembrare apparentemente anti meritocratico. In Italia vi è il singolare fenomeno dei “super-junior” riassumibile nelle carriere lampo di under 30enni che diventano dirigenti e manager grazie ad appoggi politici ed amicali con effetti spesso disastrosi per la conduzione aziendale e del personale. Le carriere fulminee devono essere comprovate da verifica di Ispettori e da progetti formativi di formazione aziendale e manageriale supportati dalla sinergia tra aziende e gruppi formativi e di formazione di gestione dell’impresa con partecipazione finanziaria delle aziende e parziale partecipazione pubblica mediata dai Centri per l’Impiego. L’iter formativo e professionale di ciascun lavoratore deve essere sempre supportato e monitorato da progetti di supporto formativo illimitato che verifichi il livello di integrazione professionale e che tuteli i diritti di crescita formativa, sociale e retributiva del lavoratore, richiamando ed erogando sanzioni alle aziende che non sostengono la crescita umana e professionale dei dipendenti. Controversie e ricorsi sindacali generatesi tra datori di lavoro e dipendenti devono essere colti sul nascere e mediati da Ispettorati, associazioni sindacali di categoria e Uffici di Collocamento.
DIRITTI E DOVERI NEL MONDO DEL LAVORO.
Questo documento prevede anche la perseguibilità dei lavoratori che non rispettano le regole. Se da un versante, il panorama del lavoro italiano è schiavizzante e vessatorio verso i precari e lavoratori interinali, l’esistenza stessa del lavoro precario e del sub appalto nacque da una sapiente manipolazione commerciale dell’inefficienza delle aziende pubbliche e private che ha comportato la necessità di ricorrere alla consulenza ed al “body rental” esterno per compensare i danni fatti dai famosi “FANNULLONI”. Sulla base di quanto sopra detto è necessario introdurre la legittimità del licenziamento per violazione degli obblighi contrattuali del lavoratore inadempiente. Questa novità ,già richiesta, ma in malafede, negli anni passati dal Governo Berlusconi e da Confindustria, tramite l’abolizione dell’art.16, il quale impedirebbe il licenziamento per giusta causa (tale articolo è tutt’ora in vigore ma viene pressantemente violato in tutte le aziende e spesso colpisce invece i lavoratori modello a favore dei raccomandati fannulloni). Viceversa sarebbe necessario introdurre la legittimità di licenziamento “giudiziario” (cioè dei mobber che operano su delega dei vertici aziendali) per coloro che sono protagonisti, di mobbing e di inefficienza e disorganizzazione aziendale e lavorativa. Tali soggetti sono, nella stragrande maggioranza dei casi, i protagonisti di mobbing e di dequalificazione dei lavoratori onesti e sfortunati. La pratica del mobbing accompagna spesso (ma non solo) nei confronti dei lavoratori assunti (invalidi civili) tramite le ex legge 68/99 (che obbliga le aziende con più di 16 dipendenti ad assumere dipendenti invalidi civili) il ricorso al sub appalto ed all’out-sourcing (interinale e consulenti precari) ed è sempre la conseguenza di un ambiente del lavoro disorganizzato ed anarchico, dove prevale la piaggeria verso i capi e la complicità verso i medesimi e lo scarico delle attività riversate invece ai colleghi più deboli e gerarchicamente inferiori e/o verso lavoratori interinali e consulenti precari e/o invalidi civili. Tale scenario è, per l’appunto, all’origine del sub appalto selvaggio e del precariato ed è la conseguenza di una pessima (o inesistente) cultura aziendale conseguente all’assenza di libero e trasparente mercato (aziende che acquisiscono clienti in regime di corruzione e di garanzia che i servizi offerti, anche se pessimi e scadenti, non verranno mai e poi mai contestati e le gare sempre rinnovate e incrementate). In Italia, tra pubblico impiego e aziende private (soprattutto quelle medio-grandi) si calcola (sulla base delle percentuali di personale assunto con raccomandazione, circa del 94%, cifra sottostimata di qualche unità) che su circa 100 dipendenti almeno 90 sono inadempienti e scaricano sul subalterno e/o sul lavoratore precario, la mole di attività inevasa e mal gestita accumulatasi nel tempo. La repressione di tale fenomeno non è semplice essendoci una profonda complicità degli stessi vertici aziendali (nel pubblico impiego è addirittura del 100%) i quali preferiscono ricorrere alla selezione del personale tramite raccomandazione e/o voto di scambio.
VIDEO SORVEGLIANZA NEGLI AMBIENTI PRODUTTIVI
Molti inorridiscono all’idea di lavorare in un ambiente videosorvegliato. Tuttavia è necessario rinunciare ad una porzione di libertà individuale per non diventare vittime di violenze psicologiche e fisiche negli ambienti di lavoro. Il monitoraggio preventivo degli ambienti di lavoro (non visionabile dal personale e dalle gerarchie aziendali e non utilizzabile per monitorare il livello di produttività del personale) è L’UNICA, strada percorribile per prevenire incidenti e mobbing negli ambienti di lavoro. Ricordiamoci che il nostro Codice Civile e Penale attuale, non ammette (nelle cause di lavoro) l’utilizzo di intercettazioni audio-video ambientali (anche prodotte dalla vittima del mobbing) preferendo ricorrere all’uso di testimoni. Tutti sanno che nessun collega testimonierà a favore di un altro collega sfortunato a discapito dell’azienda. Questa infatti, se condannata, per colpa della sua testimonianza, attuerà anche verso il testimone, immediate forme di vessazione, dequalificazione, terrorismo psicologico, (spesso le minacce arrivano prima della testimonianza) fino a spingere il testimone alle dimissioni volontarie (oppure ad intraprendere una causa). Vi sono casi nei quali, oltre alla paura del licenziamento, il testimone teme vendette giudiziarie con “contro querele” per diffamazione (anche quando il testimone dichiara il vero essendo a conoscenza dei fatti) avviate a suo carico dall’azienda. Spesso è la stessa vittima di mobbing (che si trova isolata ed incompresa da colleghi, famigliari e dalle stesse e colpevolissime organizzazioni sindacali) a rischiare controquerele e processi per diffamazione. Come evidente una legge specifica sul mobbing non serve a nulla finchè non si interverrà sulla modifica (anche radicale) del Codice Civile e Penale e sulle procedure di indagine. Il fenomeno della corruzione giudiziaria, anche nelle sezioni giudiziarie del lavoro, è frequentissimo e molti giudici del lavoro sono filo datoriali ed anche in presenza di evidenze concrete, preferiscono tutelare gli interessi delle aziende e dei mobber. L’audio-video sorveglianza obbligatoria (da introdursi in tutti gli ambienti di lavoro) renderebbe invece arduo all’azienda negare i fatti avvenuti. Dobbiamo comprendere che in un paese anarchico, violento, incivile, privo di un senso solidarietà sociale e schizofrenico come il nostro, dove anche in presenza di leggi ben precise, l’inosservanza sarebbe la regola, solo la video sorveglianza preventiva potrebbe scoraggiare le prevaricazioni negli ambienti lavorativi. Oltre all’ipotesi della videosorveglianza è oltremodo necessario riformare il Codice Penale e Civile, cessando, una volta per tutte, di scaricare sul testimone, l’onere dell’impianto investigativo accusatorio che invece dovrebbe essere svolto dai giudici del lavoro (che non sanno ne vogliono condurre indagini investigative contro le aziende e che all’opposto accettano invece atti investigativi diffamatori contro il lavoratore per denigrarne l’attendibilità) e dagli stessi Ispettorati del Lavoro e dalle ASL (oltre che ad una maggiore eticità degli stessi avvocati patrocinati dalle organizzazioni sindacali). Anche il principio di contestualizzazione dovrebbe essere adottato dai giudici del lavoro (spesso le aziende imputate hanno già subito cause analoghe e/o qualche, putroppo rara, condanna). Spesso gli episodi di mobbing sono molto simili tra loro e sovrapponibili al punto tale da essere riconducibili a testimonianze similari tra le vittime poiché sovente coinvolgono solo il personale non raccomandato e/o invalidi civili. E’ necessario valutare il crollo reddituale delle vittime di mobbing che sono state costrette a dimettersi e/o sono state licenziate senza giusta causa. Se un ex lavoratore, a distanza di 3, 4 o più anni, è ancora disoccupato e/o sopravvive con lavoretti precari… è palese la sua buona fede che non può essere contraddetta da nessun principio garantista. Insomma…. Esistono mille metodi alternativi per configurare la colpevolezza di una azienda. A completamento di quanto sopra scritto si deve, oltremodo, osservare che il lavoratore ricorrente è sempre un soggetto molto più debole (dal punto di vista reddituale e forense) rispetto all’azienda la quale può permettersi avvocati di prestigio e costosissimi ricorsi giudiziari invece negati al lavoratore.
LEGGE DI RICONOSCIMENTO DEL MOBBING. L’Italia è l’unico paese al mondo a non aver ancora recepito una legge che riconosca il reato di mobbing aziendale. Questo è avvenuto per precise volontà di Confindustria, dell’ABI e di tutte le associazioni di impresa e industriali le quali preferiscono l’uso di tale pratica in virtu’ dell’arretratezza culturale e politica di cui sono protagoniste. L’assenza di leggi anti-mobbing è anche la pacchia per gli avvocati che prolungano, oltre ogni limite, la lunghezza dei processi applicando i criteri di interpretabilità delle leggi. Come evidente, la definizione di una legge quadro che punisca il mobbing non può essere completata senza una complementare riforma del Codice giudiziario che permetta l’applicazione di una nuova legge. In Italia, negli ultimi 15 anni (cioè da quando il mobbing è stato riconosciuto come fenomeno) sono solo 10 i casi di mobbing conclamato riconosciuto (ma non condannato non essendoci una legge) nei ricorsi giudiziari. Come evidente, l’azienda che pratica il mobbing, ha una probabilità su un milione di essere condannata e ben gradisce spendere decine di miglia di euro per diffamare, oltre ogni misura, l’ex dipendente allo scopo di metterlo in cattiva luce agli occhi del giudice per scoraggiare ogni ulteriore ricorso e/o contro querelare il mobbizzato.
COMPARTO EDILIZIA, SERVIZI, METALMECCANICO E ARTIGIANATO
Soppressione del sub appalto nei settori della cantieristica edile e stradale. Obbligo di assunzione diretta a cura delle imprese titolari di appalti, opere e cantieri inclusi i settori dell'industria meccanica, siderurgica e navale.
Riqualificazione delle professioni del settore secondario (industria e artigianato) con maggiore apporto delle tecnologie elettroniche e informatiche nei processi di produzione, lavorazione e rettifica. Incremento dei minimi retributivi per tutti i comparti produttivi del secondario e dell'artigianato ed incentivazione della forza lavoro di nazionalità ex italiana nel settore industriale e artigianale.
Applicazione dei criteri di sicurezza degli ambienti di lavoro e monitoraggio costante e capillare delle procedure di prevenzione infortunistica.
Sanzioni penali e di reclusione per titolari e responsabili di sicurezza in caso di inadempienze e tragedie nel lavoro con pignoramento commissariale delle unità produttive oggetto di incidenti.
COMPARTO AGRICOLTURA
Eliminazione delle filiere distributive dei prodotti agricoli e zootecnici attuale causa di collasso reddituale dei produttori agricoli e zootecnici e lattiero caseari e della qualità biologica dei relativi prodotti e riqualificazione professionale e scientifica del settore primario e dei suoi lavoratori con introduzione progressiva dei metodi di coltivazione biologica e biodinamica in affiancamento e sostituzione all'agricoltura chimica.
PUBBLICO IMPIEGO.
Abolizione permanente dei concorsi pubblici ed esclusiva selezione e assunzione del personale tramite i Centri per l’impiego con le stesse modalità riservate al settore del privato.
Progressivo smantellamento delle pubbliche amministrazioni ed enti statali con privatizzazione degli organici amministrativi e operativi tramite GARE CON UN SOLO LIVELLO DI APPALTO ad opera di consorzi ed aziende di management aziendale.
Possibilità di licenziamento e successivo recupero formativo e professionale nel settore privato (con garanzie di privacy ed anonimato) per gli ex dipendenti assenteisti ed inadempienti.
Ottimizzazione della gestione dei comparti dell'ex pubblico impiego con pre-pensionamenti, trasferimento dei dipendenti in sovra numero verso altri settori della Pubblica Amministrazione la dove possibile e conveniente.
Riduzione dei ministeri e dei dipendenti dei ministeri e soppressione delle amministrazioni pubbliche regionali e provinciali, sostituite dalle confederazioni federali a loro volta suddivise in un numero non superiore ai 3 dipartimenti.
Introduzione di una gabbia salariale unificata per dipendenti pubblici e privati ed inserimento di criteri meritocratici nel settore pubblico secondo valutazioni di una commissione esterna. Abolizione dell’avanzamento di carriera nel pubblico impiego secondo l’età di servizio ma esclusivamente sugli obbiettivi professionali realmente raggiunti e maturati.
Monitoraggio delle nuove assunzioni post-riforma del pubblico impiego e monitoraggio di possibili fenomeni di mobbing, demansionamenti, nepotismo, clientele, favoritismi, ostruzionismi e corruzione varia del personale (preesistente alla riforma) verso i neo assunti ed a danno dei medesimi.
Estensione delle competenze dei sindacati di categoria per le controversie e vertenze del personale delle pubbliche amministrazioni riconvertite in aziende a consulenza interna non precaria.
Integrazione dei sistemi informativi degli enti previdenziali, assicurativi, fiscali, Camere del Lavoro, centri di collocamento e ispezione del lavoro. L'obbiettivo consiste nell'eliminare tutte le fasi di autocertificazione e certificazione ad onere del cittadino ed allo snellimento dell'attuale burocrazia mastodontica frutto di gravi e croniche forme di omissione sistematica delle procedure di verifica, accertamento e gestione amministrativa che vede come attuali inadempienti vertici e organico di INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, etc...
SISTEMA GIUDIZIARIO.
L’Italia è un paese popolato da una società con atteggiamenti schizofrenici ed anarchico individualisti estremi. Il 90% della popolazione assimila condotte e comportamenti para mafiosi. Tale scenario è fondamentalmente dovuto alla meridionalizzazione della società italiana. In Italia l’illegalità è legalità e viceversa e ciascuno gestisce i propri interessi personali a danno del prossimo seguendo una escalation che ha deteriorato i rapporti sociali estendendo forme di violenza e prevaricazione estreme, oltre che ad un livello di omertà e di inconsapevolezza del livello di degrado ed illegalità raggiunto dalla società italiana. Tale degenerazione è ovviamente presente nelle istituzioni al punto tale che la presenza organizzazioni criminali mafiose, contatti tra queste e la “società civile”, assenza di democrazia e legalità sono perfettamente tollerate ed assimilate dal 90% della società italiana. L’assenza di una coscienza morale e di una conseguente consapevolezza etica non può non riflettersi sulla conduzione del sistema giudiziario italiano. Le vittime di reati (di qualsiasi natura essi siano) non hanno alcun appoggio di eventuali testimoni. In Italia non esiste il minimo senso di solidarietà sociale e collettiva verso le vittime di reati, violenze ed abusi. Anche in presenza di testi questi preferiscono dichiarare il falso per omertà, ignoranza e connivenza. Paradossalmente, il sistema giudiziario italiano (ed il Codice Penale che lo amministra) è garantista ed inefficiente. Il Codice e gli stessi magistrati preferiscono scaricare sui testimoni l’impianto accusatorio a carico degli imputati. Lo scandalo delle intercettazioni telefoniche di massa è la conseguenza della pigrizia di forze dell’ordine e magistratura nel condurre indagini decenti che devono essere prodotte con reperti oggettivi e non sulla semplice testimonianza (spesso falsa) di testi reticenti e di parte.
La contestualizzazione dei processi deve includere altri elementi che l’attuale sistema giudiziario non vuole considerare, come la personalità dell’imputato, eventuali precedenti e condanne e l’attendibilità della parte offesa. Troppi processi sono distorti da false testimonianze e testimonianze di parte. Troppi innocenti condannati senza prove concrete e troppi colpevoli assolti per fenomeni di corruzione giudiziaria e/o garantismo in malafede, frutto di false interpretazioni del codice penale. La contestualizzazione deve riguardare le indagini e non l’applicazione del codice penale e civile. Anche gli indizi e le “tracce” devono essere inclusi nelle indagini preliminari dei procedimenti. Maggiore severità deve essere applicata per i testi che depongono il falso e si rendono mendaci. L’inattendibilità del teste deve essere seguita da una denuncia d’ufficio per mendacio con l’applicazione di pene molto più severe di quelle attuali (allo scopo di scoraggiare le false testimonianze).
Abolizione di qualsiasi "statuto" di indagine illecito (vedere la sezione nella pagina principale a cura di Eva Polak) di indagine riservata.
Attualmente in Italia, dalla riforma del Sistema Giudiziario dell'ex Governo Craxi, avvenuta nel 1989, venne introdotta una specifica modalità di indagine istruttoria preliminare discrezionale, (il Modello 45) in integrazione al modelli 21 e 21 bis, riservati alle indagini preliminari per gli atti costituenti reato) concepito inizialmente dal legislatore per permettere eventuali indagini "d'ufficio" per tutti gli atti non costituenti direttamente reato come gli esposti (consegnati da cittadini presso commissariati di zona e stazioni di Carabinieri e/o direttamente presso le Procure). La magistratura italiana ha pesantemente abusato (illecitamente , al punto tale che i magistrati che sono ricorsi al Modello 45 potrebbero essere radiati dall'ordine, prassi tuttavia impossibile da attuare vista la corporazione granitica della magistratura) del Registro 45 allo scopo di proteggere personaggi politici e imprenditoriali potenti e influenti ed anche ogni genere di soggetti amici di persone influenti, forze dell'ordine e manovalanza della criminalità organizzata (criminali italiani e immigrati).
L'abuso illecito di questo Registro (che svincola le Procure dalla registrazione informatica di atti presentati a tutti gli effetti come querele ma "imboscati" in un Registro accessibile ai solo inquirenti i quali possono anche non procedere per 5 anni, comunicando successivamente l'esistenza del fascicolo al Pubblico Ministero il quale, con una sistema furbo ed apparentemente legale, ne può richiedere l'archiviazione per decorrenza dei termini).
In sintesi, mai nessuna forma di Registro per atti non costituenti reato è concettualmente e coerentemente ammissibile, in quanto un reato esiste oppure meno e l'iter istruttorio deve essere indistinto verso tutti i cittadini, nessuno escluso.
RESPONSABILITA' CIVILE E PENALE DELLA MAGISTRATURA:
I magistrati rispondono personalmente delle frodi e omissioni giudiziarie e procedurali di cui sono protagonisti e dettate da istanze di natura politica, lobbistica di connivenza mafiosa, massonica e di collusione con poteri occulti e servizi segreti ministeriali e/o organizzazioni criminali mafiose di matrice politico affaristica e para militare.
Obbligo di procedere alle indagini anche se presentate da semplici cittadini oltremodo se vittime di reati e complotti attuati da politici, amministratori nazionali e locali, ministri, avvocati, gli stessi magistrati, forze dell'ordine, imprenditori e corporazioni e organizzazioni mafiose e criminali.
Abrogazione del segreto istruttorio con facoltà di accesso alle indagini preliminari ad opera delle parti offese ed imputate e facoltà di riesame delle istruttorie anche in fase preliminare ed antecedente ai decreti di archiviazione e/o rinvii a giudizio.
I magistrati protagonisti di persecuzioni giudiziarie, frode giudiziaria e concorso esterno in associazione mafiosa, associazione per delinquere, etc... subiranno radiazione immediata dalla professione e dall'ordine e procedimenti giudiziarie e penali con condanne e detenzione carceraria.
Simile scenario da applicarsi per vertici e operatori delle forze dell'ordine protagonisti di reati similari, violenze e omicidi.
FINE DEFINITIVA DELLE CARRIERE AUTOREFERENZIALI.
La carriera di Manager e dirigenti deve essere preceduta da attività di lavoro propedeutiche di tipo pratico ed esecutivo con mansioni da lavoro dipendente subordinato.
Un manager e qualsiasi altra figura dirigenziale deve assimilare le reale organizzazione del lavoro e degli ambienti di lavoro che in futuro andrà a condurre e gestire.
Le “carriere vertiginose” devono essere certificate da comprovate dimostrazioni di capacità acquisite durante il percorso lavorativo che deve essere sempre preceduto da periodi di lavoro subordinato. Depennamento dei lavoratori fruitori di carriere politiche e clientelari.
L’accesso al mondo del lavoro deve essere accompagnato da un credito formativo che accompagna il lavoratore per l’intero arco produttivo e professionale e che prevede periodi di formazione professionale a parziale finanziamento pubblico con obbligo per società, aziende, industrie e società di consulenza a finanziare al 50% i costi formativi del dipendente. Il monitoraggio del credito formativo è a cura di consulenti del lavoro alle dipendenze degli Uffici di Collocamento i quali devono individuare (con la collaborazione dei vertici aziendali e societari) le fasi di formazione e riqualificazione allineate con il mercato settoriale del lavoro, i capitolati ed i servizi erogati dalle aziende. Non sono più ammesse formazioni professionali ad esclusivo onere del lavoratore e forme forzate di “training on the job” cioè apprendimento sul campo conseguenti a periodi formativi negati. I costi formativi possono essere coperti al 50% con denaro pubblico a cui si aggiunge l’obbligo del datore di lavoro di retribuire, durante la formazione non produttiva, l’intera retribuzione ordinaria, eventuali spese di trasferta. E’ prevista una copertura pubblica del 40% della retribuzione ordinaria del lavoratore come ammortamento degli oneri aziendali.
GIUSTIZIA E POTERE POLITICO
Dismissione e radiazione dell’establishment giudiziario e corporativo con radiazione dall’albo dei giudici affiliati a lobby corporative, finanziarie, mafiose e politiche ed equivalenza penale nei reati di associazione mafiosa e lobbistica.
Obbligo e dovere dei Magistrati di applicazione del Codice e non più di interpretazione della legge.
Prepensionamento progressivo del corpo magistrati(con retribuzione pensionistica allineata ai requisiti di retribuzione maturati alla fine attività effettiva) e/o interdizione dalla carica per i settori della Magistratura che hanno commesso errori giudiziari ed irregolarità di gestione dei processi e/o in sospetta malafede e corruzione.
Riforma del sistema giudiziario con l’introduzione della Responsabilità diretta dei Magistrati che commettono errori giudiziari o che commettono abusi dolosi e si inficiano in collusioni con le organizzazioni criminali, con l’adesione a lobby e corporazioni, e per tutti i magistrati che hanno dimostrato affiliazioni mafiose, politiche e corporative, con OBBLIGO di risarcimento diretto delle vittime di malagiustizia e conversione del reato in pena detentiva non amnistiabile ne riducibile agli arresti domiciliari. Recupero della popolazione laureata in Legge e Giurisprudenza ed avvio di progetti dfi recupero e formazione professionale verso la carriera di nuovi giudici e magistrati onde favorire un rinnovamento generazionale e culturale dei settori più corrotti e corporativi della Magistratura.
Abolizione dei concorsi e di qualsiasi forma di privilegio di casta. I figli dei magistrati non potranno svolgere la stessa professione ne altra professione nel settore giudiziario e forense ne in quello politico ne locale ne federale. Lo stesso si applica per i figli degli avvocati che potranno svolgere analoga professione ma non candidarsi alla carriera di Magistrati.
Soppressione della democrazia rappresentativa (che è quella che attualmente permette ai deputati ed ai parlamentari di autopromuoversi retribuzioni, stipendi, di autogestire spese e lussi personali a carico della collettività) con l’istituzione di una Democrazia sovrana a statuto diretto (dove la carica del parlamento deve prevedere la partecipazione di un pool di cittadini di comprovata integrità morale ed etica, istruiti sui protocolli generali di supervisione e conduzione dello Stato).
Le cariche politiche e le cariche giudiziarie non permettono ai detentori di tali cariche, ne ai figli successori, la possibilità di candidature nella politica e nella giustizia. I figli di un Magistrato non possono ricoprire cariche politiche ne giudiziarie ne forensi ed i figli di un politico non possono ricoprire cariche giudiziarie ne politiche.
Riduzione del finanziamento pubblico ai partiti e limiti chiari di spesa dei medesimi.
Parificazioni retributive dei Parlamentari e degli Euro deputati alle retribuzioni dei parlamentari ed europarlamentari di paesi economicamente equivalenti all’economia italiana (Portogallo, Grecia), inclusi tutti i benefici e privilegi diari e pensionistici dei paesi analoghi (che sono inferiori a quelli attuali).
Riduzione del mandato e della candidatura dei deputati al termine massimo di 8 anni, terminato il quale non è possibile intraprendere ogni ulteriore carriera politica (l’ex parlamentare deve riprendere l’attività lavorativa precedente alla candidatura, che non ammette però l’attività imprenditoriale, finanziaria e societaria ne l’appartenenza ad enti ed uffici pubblici) e/o intraprendere altre attività lavorative che non abbiano legami, relazioni e privilegi con la parentesi politica precedentemente condotta.
Abolizione del Senatoriato a vita.
Abolizione della Bicamerale.
Secessione dalle regioni centro meridionali (Abruzzo, Marche, Umbria, Molise, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia). Dichiarazione di estraneità politica e territoriale a tali regioni. I cittadini delle regioni del centro sud saranno considerati cittadini stranieri e non potranno emigrare negli Stati confederali salvo deroghe con scaglioni di lavoratori temporanei in sostituzioni dei flussi migratori extracomunitari e balcanici. Vista la pericolosità sociale e la cronica destabilizzazione criminale delle principali regioni del Centro-Sud italiano, non sarà consentita una libera circolazione dei cittadini provenienti da regioni a rischio criminalità organizzata come Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, i quali potrebbero essere soggetti a controlli discrezionali e indiscrezionali delle forze di Polizia federale e dei Servizi di sicurezza federale. Analogo protocollo verrà esercitato per i cittadini residenti e nati nella regione Lazio vista l’incompatibilità politica con la precedente capitale Roma.
La Regione Sardegna, pur costituendo un territorio straniero non sarà soggetta a controllo investigativo e di sicurezza.
Ripartizione dell’Italia settentrionale in uno Stato Federale in suddiviso in due dipartimenti federati distinti (con gestione fiscale e politica indipendente e con un Governo Centrale per le sole funzioni vitali come la Difesa Militare e gli interessi di sovranità, tutela ed autonomia delle due federazioni: Nord Ovest (Liguria, Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta) e Nord-Est (Emilia, Veneto, Trentino, Friuli).
Abolizione di alcuni privilegi fiscali e di finanziamento del Sudtirolo e sua facoltà di secessione dalla federazione del Nord-Est salvo parificazione con la nuova federazione.
DIRITTO SOCIETARIO
Dismissione negli Stati federali degli ex monopoli di Stato privatizzati e/o monopoli controllati dal Ministero del Tesoro (RAI, ENEL, ENI,AGIP, SNAM, TELECOM, TRENITALIA,POSTE ITALIANE, SOCIETA’ AUTOSTRADE, INPS, INAIL, Agenzia Entrate dei Ministero del Tesoro, Guardia di Finanza) e cessione preventiva (antimafia) delle quote societarie a gruppi imprenditoriali stranieri (preferibilmente ad investitori della confederazione elvetica, della Repubblica Federale tedesca e dello stato austriaco) e ripartizione territoriale delle società di gestione delle telecomunicazioni, trasporti ed energia e delle frequenze radiotelevisive.
La cessione precentiva (provvisoria e non permanente) costituisce una misura preventiva di ricostituzione del meccanismo di riciclaggio mafioso imprenditoriale insito nelle dinamiche economiche della Repubblica italiana e nelle sue forze politiche e imprenditoriali.
Rivendita delle frequenze radiotelevisive RAI e Mediaset (limitatamente nei neo territori federali in costituzione) e delle tratte di energia elettrica, dorsali telefoniche e gasdotti a società straniere che garantiscano l’investimento dei loro capitali nella costituzione di nuove società private operanti in territorio italiano senza il controllo multinazionale dei capitali e rinuncia al controllo multinazionale e transnazionale della costituzione societaria ed accettazione del veto di interferenza politica e sociale tramite la costituzione di lobby finanziarie bancarie ed influenze corruttive verso la classe politica e le istituzioni.
Riorganizzazione dell’assetto aziendale e societario delle aziende con più di 16 dipendenti ed estensione dei vincoli di etica alle aziende con meno di 16 dipendenti le quali non potranno essere incluse nel meccanismo societario a scatola cinese ne operare in regime di sub appalto.
Introduzione di limiti alle quote di dirigenti inseriti negli organici aziendali (di aziende private, privatizzate e municipalizzate) e delle loro retribuzioni.
Dismissione delle società anonime, a responsabilità limitata, a partecipazione azionaria, che siano implicate con le organizzazioni criminali e sequestro patrimoniale finanziario da parte dell’Autorità Giudiziaria.
Sanzioni amministrative esemplari e reclusione per i titolari delle società, delle finanziarie e degli istituti di credito che evadono il fisco, che esercitino il falso in bilancio, che pratichino aggiotaggio (insider trading) e che trafughino capitali e profitti nei paradisi fiscali ed al di fuori dei circuiti di controllo fiscale.
Divieto della istituzione di “cartelli” tariffari da parte di società, enti, banche, assicurazioni e finanziarie che erogano servizi ai consumatori. Obbligo di cessione e rivendita di aziende e società e capitali derivanti da attività di monopolio e di “cartello” tariffario dei beni e servizi di consumo.
Divieto di costituzione di cooperative sociali, religiose e di solidarietà.
Deroga di costituzione di cooperative sociali a gestione federale per gli ex detenuti e per i portatori di handicap.ù
Trasparenza societaria delle aziende (SPA, SRL, Coop, Onlus,etc...) con accessi trasparenti e pubblici degli archivi informatici delle Camere di Commercio provinciali e libera consultazione delle costituzioni societarie, di capitale sociale, soci, azionisti e gerarchie di controllo.
SISTEMA BANCARIO, ASSICURATIVO E FINANZIARIO
ABOLIZIONE DEL SIGNORAGGIO BANCARIO (per info il link:http://www.mafiaspa.ch/recessione.htm)
....sezione in aggiornamento, stesura provvisoria...
Emissione di valuta commisurata alle reali disponibilità degli istituti di credito e/o commisurata alle disponibilità di risorse auree, minerarie, beni immobiliari e mobiliari degli istituti bancari.
Dismissioni delle attuali fusioni bancarie dei gruppi Unipol, Banca Intesa S.Paolo, UBI, Unicredito, etc... Tali alleanze simulano condizioni di cartello che non consentono la libera competizione tra gli istituti di credito.
Tariffe e condizioni di tariffarie per i clienti devono essere parificate a quelle adottate nei paesi europei con economia simile come la Grecia e Portogallo.
Il sistema bancario italiano è in buona parte responsabile del modello di sviluppo volto alla concentrazione del 50% di ricchezza nazionale al solo 10% della popolazione (costituito dai manger degli stessi istituti di credito, dalla grande imprenditoria oligarca e dalla classe politica) , ricchezza creata in un paese a crescita zero il che avrebbe comportato la redistribuzione tramite il precariato, l’inflazione dei beni di prima necessità, dei servizi, delle tariffe energetiche . Tale logica è, per contro, imposta da una parte della società italiana fruitrice di privilegi e collusa con imprenditori, politici, chiesa e criminalità organizzata.
Incostituzionalità dei cartelli assicurativi ed obbligo di allineamento tariffario delle polizze RCA a quelle di paesi con situazione reddituale simile a quella italiana.
Le linee creditizie devono aprirsi verso la piccola impresa e l’autoimprenditoria senza applicazione di condizioni vessatorie ed anche a tasso 0 e senza ipoteca immobiliare, mobiliare e patrimoniale dei richiedenti. Conversione dei fondi della legge 488/92 (finanziamenti alle imprese, con capitale misto, FSE e bancario) in finanziamento di fondi bancari per linee di credito verso l’autoimprenditoria e la piccola imprenditoria emergente.
Esclusione dalla fruizione dei fondi di credito bancario ai politici, ai parlamentari, ai senatori, agli assessori, ai consiglieri regionali e comunali, ai sindaci, ai figli dei succitati ed agli imprenditori già avviati.
DIRITTO ALL’ETICA DELLE ISTITUZIONI
Secessione dell'Italia centro-meridionale dal Nord Italia e soppressione delle competenze amministrative attualmente concentrante nel Parlamento e Senato + Camera romane.
Riforma dell'attuale sistema giudiziario ed abolizione dell’Indulto, della Legge Cirielli e della depenalizzazione del reato di falso in bilancio. Abolizione del Giudice di Pace per i reati penali attualmente indirizzati verso tale forma di gestione giudiziaria. Limitazione delle sole controversie amministrative all’esercizio giuridico del Giudice di Pace.
Penalizzazione del reato di Falso in bilancio, di insider trading, di truffa, di bancarotta, di emissione di assegni insolvibili (quando questi sono di importi rilevanti).
Diritto di cittadinanza federale onoraria per i cittadini dell’ex mezzogiorno italiano, vittime della mafia e delle organizzazioni criminali e libera circolazione per i medesimi negli Stati federali e loro candidatura onoraria nelle liste elettorali degli Stati confederali.
Incentivazione economica dei cittadini non federali nel loro rimpatrio.
Sospensione dei finanziamenti UE (legge 488/92) . Non tutti sanno che i network dell'interinale sono i principali fruitori dei finanziamenti formativi del Fondo Sociale Europeo. Non esistendo più la vecchia "cassa del mezzogiorno" oggi i FSE vengono usurpati da imprenditori ed affaristi senza scrupoli tra i quali, i gruppi industriali, bancari, finanziari e corporativi che si celano dietro l'interinale, le società di selezione e ricerca del personale e le fatidiche consulting (società di consulenza) anch'esse vincitrici di gare per progetti comunitari di sviluppo e promozione umana, sociale ed economica. Le legge 488/92 viene utilizzata da imprenditori collusi con le organizzazioni criminali per falsi progetti di sviluppo imprenditoriale nel Mezzogiorno. L’erogazione di tali fondi avviene senza controlli e con pesanti complicità dei parlamentari di Camera e Senato e dei funzionari del Ministero delle attività produttive. La mafia si autofinanzia anche grazie all’erogazione incontrollata di questi fondi con la complicità delle banche italiane.
CODICE PENALE E SISTEMA CARCERARIO
L’Italia è un paese a tendenza criminale con percentuali altissime di reati e di illegalità commesse da cittadini di ogni ceto e nazionalità. Modifica del Codice penale e reintroduzione dell’ergastolo per il reato di omicidio e della Pena di morte per i reati di omicidio plurimo e/o di strage e per i reati di stampo mafioso e assimilazione dei reati mafiosi ai crimini commessi contro l’umanità.
Ripristino dell’ergastolo per i reati di “unico” omicidio e pedofilia con formula obbligatoria di lavoro coatto ed inasprimento delle condizioni di detenzione se questo viene rifiutato.
Introduzione della pena di morte per i reati mafiosi e per i componenti delle organizzazioni criminali, italiane e straniere operanti in territorio italiano. La pena capitale deve essere estesa anche a persone affiliate a tali organizzazioni (riciclaggio, capitalizzazione, associazione, etc…). Il reato mafioso è assimilabile ai crimini contro l’umanità e denota la pericolosità sociale delle persone coinvolte in tali associazioni con rischi di prosecuzione di tale attività anche se detenuti o in regime di detenzione domiciliare. La pena capitale include anche le organizzazioni che esercitano il narcotraffico. Per gli spacciatori di droga devono essere introdotte pene non inferiori ai 10 anni (non condonabili ne amnistiabili) con sanzioni amministrative non i nferiori ai 20.000 dilazionabili tramite il recupero sociale lavorativo .Per i narcotrafficanti si applica la pena di morte . La pena di morte si estende verso gli autori di molteplici delitti.
Espulsione immediata dei cittadini stranieri che commettono reati penali e reati fiscali e patrimoniali e per tutti coloro che dimostrano pericolosità sociale e cattiva condotta.
Per gli autori di omicidi "singoli" è previsto il risarcimento diretto dei parenti delle vittime in una somma non inferiore ai 200.000 euro liquidabili tramite il lavoro forzato dell'ergastolano ed al sequestro dei suoi beni. Per gli autori di omicidi plurimi, stragi e mafia, oltre alla pena d morte è previsto il sequestro dei beni di tutti i famigliari, inclusi anche quelli non direttamente coinvolti.
Interdizione all’ingresso di popolazione nomade Rom in territorio nazionale (promulgazione del divieto di nomadismo anche permanente).
Definizione di un limite massimo di disoccupazione (6 mesi) entro il quale attivare l’espulsione per mancata attività lavorativa per i cittadini stranieri non autosufficienti.
Abolizione del ricongiungimento dei cittadini stranieri. Obbligo di rimpatrio immediato per i componenti adulti femminili del nucleo famigliare che non partecipano all’attività produttiva e che gravano sul welfare sociale per scelta etnica e culturale. Esclusione dall’erogazione di assegni famigliari per i figli dei nuclei famigliari stranieri (di qualsiasi nazionalità siano, senza esclusione alcuna).
Congelamento dell’assunzione di manodopera straniera e di lavoratori stranieri, anche comunitari, e precedenza al collocamento dei cittadini italiani nati in Italia che non siano figli di cittadini stranieri anche se con residenza in Italia.
Condanne penali e sanzioni amministrative per gli imprenditori e le cooperative che assumono nuova manodopera straniera dopo l’istituzione del “numero chiuso”.
Penalizzazione del consumo di droghe con reclusione dei consumatori di droghe (da 6 mesi ad 1 anno, senza concessione alcuna) , e irrogazione di sanzioni a partire da 6.000 Euro convertibili ,anche obbligatoriamente ,a l lavoro (finalizzato al recupero sociale) presso gli istituti di pena .Dalla reclusione sono esonerati i portatori di immunodeficienza acquisita in fase evolutiva finale .
Irrogazione integrale della pena per i soggetti che rifiutano il recupero sociale tramite l’esercizio di professioni nelle strutture carcerarie.
Abolizione delle amnistie per buona condotta salvo l’accettazione di un progetto di recupero sociale e professionale, per la popolazione carceraria italiana (espulsione immediata per gli stranieri).
Reintroduzione della reclusione per reati che prevedano una reclusione inferiore ai 3 anni (abolizione Indulto, Cirielli).
Incremento della popolazione carceraria e realizzazione di nuove strutture carcerarie attrezzate con nuove aree di lavoro e infrastrutture produttive, tecnologiche e telematiche destinate al recupero sociale dei detenuti.
Spostamento giornaliero dei detenuti presso i distretti industriali per l'assolvimento obbligatorio delle attività produttive forzate.
I Ministeri dell’Interno e di Grazia e Giustizia devono occuparsi dell’organizzazione di Gare e Bandi (prive di operatori in sub-appalto) per società ed aziende che intendano avvalersi di manodopera carceraria a basso costo e avventizia. La collaborazione professionale può continuare come lavoratori dipendenti a pieno titolo (con salario regolare di categoria e pieni diritti) dopo l’esaurimento della pena (recupero sociale lavorativo) e presso le stesse aziende che si avvalgono di tale forma di manodopera. In alternativa, l’ex detenuto può essere integrato in cooperative laiche controllate dalla Confederazione.
La reiterazione di reati comporta un raddoppio delle condanne in termini di reclusione ed obbligo di recupero sociale lavorativo e successiva scarcerazione con libertà limitata a controlli e obbligo di residenza, fermo e firma.
Obbligo di trattamento psichiatrico, farmacologico e psicoterapeutico e monitoraggio giudiziario e psico sociale, per i soggetti condannati per reati di violenza, abusi sessuali, e castrazione chimica per i pedofili e per gli stupratori recidivi. L’estensione di tale trattamento deve essere estesa per i soggetti con evidenti tendenze all’aggressività, con tendenze criminali, alla devianza, al teppismo sportivo ed alla violenza reiterata, anche se minorenni. Trattamento sanitario obbligatorio e carcerazione per i consumatori abituali e cronici di qualsiasi tipo di droga.
L’omosessualità non costituisce reato ne è ascrivibile a patologia.
Legalizzazione dei matromini gay (a statuto civile) con riconoscimento dei vincoli matrimoniali previsti per le coppie etero. Non sono tuttavia ammesse le adozioni per le coppie gay (non essendo la convivenza ed il matrimonio gay una condizione naturale biologica).
AMMINISTRAZIONE CENTRALE E LOCALE.
Abolizione dei comuni e delle figure dei Sindaci e delle giunte comunali.
Tali istituzioni locali sono un flagello del malaffare, del crimine organizzato, dei feudi mafiosi e del controllo territoriale illegittimo, oltre che foriere di corruzione in regime appaltistico tangentizio, voto di scambio, predazione pubblica (utilizzo illegittimo dei fondi provinciali erogati ai comuni, predazione amministrativa tramite multe e sanzioni amministrative in abusi di ufficio, peculato, frode e falsi in atti pubblici e abusi di potere).
I Comuni vengono assorbiti da contee (dipartimenti) federali a responsabilità e competenze non assolute con delega di controllo, tutela e amministrazione del territorio e dei comuni.
Tra le varie misure preventive nella erogazione ed utilizzo di fondi e finanziamenti locali il vincolo consistente nella esclusività dei fondi non riutilizzabili per altre opere o finalità da quelle definite dai governi locali delle contee federali.
STATO SOCIALE
Adeguamento delle pensioni al reddito minimo garantito già per i lavoratori e per i disoccupati da destinare a processi di recupero umano e professionale.
Estensione del parco di edilizia pubblica con la realizzazione di mini distretti residenziali (stop ai quartieri ghetto) che non superino le 20 unità immobiliari e che siano integrate nel territorio urbano e sociale.
Assegnazione provvisoria dell’edilizia pubblica degradata (di futura la demolizione) ai contingenti residui di manodopera straniera antecedente al numero chiuso ed alla chiusura delle frontiere.
Demolizione dei super quartieri popolari e bonifica dei centri storici e dei quartieri che negli anni hanno visto l’insediamento mono-multi etnico migratorio.
Incentivi per il progressivo rimpatrio dei lavoratori stranieri e politiche di investimento economico ed industriale nei paesi da dove provengono flussi migratori.
Obbligo delle aziende che delocalizzano a reinvestire una quota degli utili per attività imprenditoriali innovative nelle tre federazioni italiane.
Possibilità di domicilio permanente (ma non di cittadinanza) per un contingente ridotto di stranieri con buona condotta e con volontà di integrazione, per una quota massima da definirsi e non superiore alle 20.000 unità per Federazione.
Sussidi di disoccupazione concessi solo se integrati con progetti di recupero e reinserimento professionale gestiti dai servizi sociali e dai Centri per l’impiego.
Democratizzazione del mercato del lavoro e repressione del fenomeno delle raccomandazioni con sanzioni penali per le aziende ed i dipendenti coinvolti. Incentivazione al pre pensionamento (se di età superiore ai 51 anni) di dipendenti pubblici e privati reclutati tramite raccomandazione (l'intera totalità!). Licenziamento finalizzato alla riqualificazione morale e professionale se di età inferiore ai 50 anni. Sanzioni penali e licenziamento per i dipendenti assunti tramite clientele politiche e voto di scambio e per i dipendenti (del settore pubblico e privato) che sono stati protagonisti di episodi di grave violazione delle regole etiche e morali nell’ambiente di lavoro e nei rapporti con il resto del personale e/o che hanno beneficiato di raccomandazioni.
Assistenza domiciliare permanente (24 ore, 7 giorni su 7) per i portatori di handicap fortemente invalidanti con operatori socio sanitari formati e soci di cooperative sociali a controllo federale.
Assistenza domiciliare permanente per i pensionati non autosufficienti e politica di scoraggiamento delle mega strutture geriatriche (modello lagher) delle case di riposo per anziani e gli ospizi in generale.
Abolizione del riconoscimento di Invalidità Civile (inutile istituzione sfruttata dai politici e dai mafiosi per finalità clientelari e votoscambiste) e sua sostituzione a progetti di recupero e sostegno individuale al reddito ed al lavoro (dove possibile).
I portatori di handicap grave fruiranno di un sussidio di disoccupazione allineato con i minimi vitali definiti nel reddito minimo garantito a cui andranno ad aggiungersi i sostegni economici di assistenza medica e sociale domiciliare a carico delle confederazioni. I portatori di handicap anche gravi ma con residue capacità lavorative ed intellettuali potranno essere collocate, con pari diritti e doveri, nelle aziende con più di 16 dipendenti e adeguamento delle strutture produttive per ospitare dipendenti portatori di handicap, a carico dello Stato federale.
Obblighi a carico delle famiglie dirette e collaterali di persone indigenti e persone adulte in difficoltà al sostegno solidale dei loro congiunti con obbligo giudiziario esecutivo di sostegno economico integrato da misure di contributo sociale.
Responsabilità penale e civile dei servizi sociali in caso di omissioni di ufficio e di servizio nelle pratiche di richiesta di assistenza e di emergenza economica di soggetti in difficoltà e/o culminati nello stato di indigenza senza fissa dimora.
LEGGI SULL’IMMIGRAZIONE
Le federazioni non prevedono politiche immigratorie basate sul dumping sociale e sulla progressiva esternalizzazione dei lavoratori italiani in sostituzione della manodopera straniera. Sono previsti piccoli scaglioni esclusivamente per i settori dell’assistenza agli handicappati qualora non vi siano le condizioni di candidatura professionale spontanea di operatori appartenenti alla popolazione italiana.
E’ previsto un progressivo rimpatrio della manodopera straniera con incentivi all’abbandono del territorio italiano. Le proprietà immobiliari dei cittadini stranieri approdati con finalità migratorie verrano liquidate ai loro possessori con prezzi di mercato integrate da incentivi all’esodo. Non è valido il diritto di proprietà per i cittadini non confederali. La rivendita coatta non potrà essere ostacolata in alcun modo.
Non sono permesse le costituzioni di imprese con titolari provenienti dai paesi soggetti ad immigrazione in quanto le attuali politiche di collusione tra mafia ed istituzioni determinano fenomeni di riciclaggio di denaro reinvestito in imprese con prestanomi stranieri.
Sono considerati sgraditi gli accessi ai cittadini di origine marocchina, egiziana, tunisina, libica, albanese e rumena, vista l’elevato tasso di criminali presenti in queste popolazioni.
Abolizione all’adesione del Trattato di Shenkel (libera circolazione delle persone nei paesi UE, trattato che ha permesso la libera circolazione di criminali nei paesi membri).
STATO E CHIESA
La CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e lo Stato del Vaticano non avranno più alcun potere ne diritto di ingerenza negli interessi e nelle attività degli Stati Confederali.
La chiesa e le organizzazioni cattoliche non possono più influenzare l’orientamento politico ed economico dello Stato. Scioglimento delle Cooperative religiose ed autonomia degli enti e opere religiose le quali eserciteranno funzioni sociali senza deleghe ne in sostituzione dei servizi sociali dello Stato. Soppressione dei contributi derivanti dalle entrate fiscali, fisse e volontarie riservate alle organizzazioni cattoliche e religiose, inclusi i privilegi fiscali riservati alle economie gestite dagli enti religiosi.
Abolizione dei finanziamenti pubblici alle organizzazioni ed enti religiosi i quali potranno finanziarsi convertendo le cooperative sociali e religiose in aziende autonome a responsabilità limitata con pari obblighi di responsabilità sociale, giuridica e di trasparenza nella gestione.
Le organizzazioni volontarie religiose, le cooperative del terzo settore,le onlus di confessione cattolica, le associazioni come CARITAS, e COMPAGNIA DELLE OPERE, le ACLI, i centri di ascolto, le associazioni di “promozione umana” non potranno più gestire i flussi migratori di prima e seconda accoglienza, i CPT e non potranno più indirizzare la popolazione migratoria verso le forze imprenditoriali (cantieristica, edilizia, logistica, distribuzione,agricoltura, zootecnia, industria, coop, assistenze domiciliari) che abusano di tale manodopera, spesso popolata di soggetti con numerosi precedenti penali dai paesi d’origine. Quasi sempre le forze imprenditoriali che si avvalgono di tale manodopera a basso costo sono a loro volta capitalizzati e collusi con le organizzazioni criminali implicate nel narcotraffico, nel riciclaggio, nella prostituzione, nel racket e nella ricettazione.
STATO E RELIGIONE
Le confederazioni sono laiche e permettono la sola professione ufficiale della religione cristiana la cui gestione economica non deve però più ricadere sugli oneri dello Stato ne deve influenzarne gli indirizzi sociali, culturali, economici e politici e di sovranità.
Sono ammesse le professioni di tutte le religioni (con veto dei culti islamici) il cui finanziamento è autonomo e autogestito dagli ordini religiosi i quali non potranno beneficiare di alcuna sovvenzione pubblica.
Non sono ammesse candidature politiche di esponenti di qualsiasi confessione religiosa e/o di cittadini non italiani-federali.
I professanti della religione islamica sono, in buona parte, di natura integralista e segretamente collusi con il governo USA e con le organizzazioni terroristiche come AL-Kaeda e pertanto non godranno di libera circolazione all’interno delle confederazioni. (la “guerra Santa” è finanziata dal Governo americano, dai paesi dell’OPEC per obiettivi criminali di politica estera, per interessi petroliferi ed energetici e di ostruzionismo nei confronti dell’economia europea).
STATO E POLITICA
Prima e seconda Repubblica hanno visto la presenza dell’egemonia Cattocomunista (pesantissima eredità del Regno d’Italia “Liberale” pre fascista) rappresentata dalle forze politiche cattoliche della ex Democrazia Cristiana e del Partito Comunista italiano. Per oltre 60 anni queste forze hanno impedito un reale sviluppo del paese dilaniandolo nelle sue fondamenta con dirigenze politiche che hanno appoggiato una imprenditoria statalista e oligarchista che ha dilapidato le finanze pubbliche associandosi con le organizzazioni mafiose nazionali ed internazionali trasformando lo Stato italiano nella nazione più corrotta,illegale e criminale al mondo (con gli effetti a tutti noti). Queste lobby sono ancora oggi presenti sotto le mentite spoglie di partiti riformati (Partito Democratico, i vari partiti di sinistra, Udeur, Udc, Partito delle Libertà e forse anche della stessa nuova Destra parlamentare). Dietro i loghi di questi partiti si celano anche le ex correnti democristiane, piduiste e comuniste oggi riciclatesi in forze politiche neo liberiste e neo progressiste. Visti gli effetti devastanti delle correnti Cattocomuniste, tali correnti sono da considerarsi fuorilegge e socialmente pericolose e foriere di controlli criminali e mafiosi e come tali incostituzionali nei Principi costituenti di uno Stato Federale. In tali Principi non sono ammesse ingerenze politiche di forze comuniste, neo liberiste ne cattoliche ne la costituzione di Partiti e correnti ideologiche comuniste e cattoliche.
RIFORME SCOLASTICHE ED UNIVERSITARIE
Il sistema scolastico italiano riflette il classismo, la cultura meridionalista e di casta e la filosofia statalista del pubblico impiego che contraddistingue il mondo del pubblico impiego in generale.
Recupero dell’abbandono scolastico delle scuole superiori con estensione delle ore giornaliere scolastiche integrate da corsi pomeridiani.
Istituzione di un biennio parificato ed obbligatorio e di un successivo triennio, obbligatorio, ripartito per gli indirizzi scientifici, istituti tecnici.
Investimenti nel recupero e nell’estensione dell’edilizia scolastica ai portatori di handicap.
Abolizione del Liceo Classico.
Abolizione degli istituti professionali.
Abolizione degli esami di Maturità e loro sostituzione con una tesi tecnica specialistica sulla materia di specializzazione del triennio (la valutazione complessiva viene calcolata anche sul rendimento complessivo dell’ultimo anno scolastico).
Reintroduzione degli esami di riparazione coordinati dagli istituti scolastici ed integrati ai percorsi di recupero degli allievi.
Allineamento dei programmi didattici al reale avanzamento tecnologico al mercato del lavoro con collaborazioni dirette di consulenti aziendali e con allineamento delle materie alle principali soluzioni tecnologiche presenti nel mercato del lavoro e del mondo dell’impresa (tale riforma è parallela alle scuole superiori che alle Università).
Introduzione nelle Università di criteri meritocratici dei docenti e dei rettori universitari, con carica temporanea.
Smantellamento dei feudi e delle baronie universitarie con incentivi al pre-pensionamento ed all’abbandono delle cattedre dei docenti che hanno attuato comportamenti clientelari e di nepotismo (la quasi totalità).
Abolizione del concorso alle cattedre ed introduzione della figura del Docente-consulente aziendale (con mandato massimo non superiore agli 8 anni).
Per le facoltà di Medicina e le scienze umanistiche (parzialmente indipendenti dal mercato del lavoro e dalle leggi di mercato e dall’evoluzione economica e tecnologica) i docenti dovranno avere anch’essi il ruolo di consulenti, liberi professionisti, con mandato non superiore agli 8 anni.
Promozione di una politica di partecipazione delle aziende alla formazione scolastica ed universitaria orientata ad una qualificazione il più possibile allineata con il mercato del lavoro ad all’occupazione in tempi il più possibile brevi ed immediati.
Corsi di specializzazione Post-Diploma a carico dello Stato federale federale e monitoraggio delle percentuali di posti di lavoro creati dalle società che gestiscono tali corsi.
Master e corsi di specializzazione Post-Laurea a carico dello Stato federale e monitoraggio delle percentuali di posti di lavoro creati dalle società che gestiscono tali corsi.
Stage aziendale solo se questo è finalizzato ad una comprovata assunzione a tempo indeterminato con monitoraggio delle aziende che assumono stagisti come verifica della loro reale integrazione all’interno dello staff aziendale.
Il processo di riqualificazione e recupero del sistema scolastico (e della stessa società) è comunque un processo lungo e faticoso i cui frutti emergeranno nell’arco di decenni con l’emergere di nuove generazioni di lavoratori.
Repressione del bullismo scolastico con possibilità di espulsione permanente dei soggetti più violenti e devianti con interdizione alle scuole secondarie, sanzioni per le famiglie (con possibilità di revoca della Patria Podestà sui figli),reclusione e trattamento sanitario obbligatorio per i minorenni autori di violenze e bullismo scolastico ed extra scolastico.
TUELA DEGLI ANIMALI
Modifica del codice penale attuale (che assimila gli animali ad oggetti di proprietà umana).
Ogni animale è un essere vivente autocosciente dotato di emozioni, ricordi, coscienza, intelligenza e sensibilità.
I maltrattamenti verso gli animali devono essere il più possibile assimilati ai reati di violenza tra esseri umani (anziché prevedere il solo risarcimento materiale del legittimo proprietario) e perseguibili con sanzioni penali più severe e con la reclusione non condonabile con il pagamento di sanzioni amministrative.
Abolizione dell’eutanasia animale richiesta dal suo proprietario e istituzione di protocolli clinici veterinari (a finanziamento pubblico) che assistano l’animale domestico o selvatico nel processo di guarigione e possibile re-adozione. Concessione dell’eutanasia animale solo per patologie con prognosi infausta.
Obbligo degli impianti di macellazione animale bovina, suina, avicola ed equina di somministrare anestetici totali agli animali destinati al macello ed in sostituzione delle attuali ed inadeguati trattamenti ad elettro-shock che non garantiscono l’incoscienza dell’animale all’atto della soppressione.
Abolizione degli allevamenti in batteria (anche di quelli recentemente riformati) e dell’accanimento terapeutico profilattico bovino-ovino-equino ed avicolo finalizzato all’incremento della massa lipidica e muscolare ed all’incremento di produzione di latte ed alla schermatura alle infezioni derivante da cattive condizioni nutrizionali ed igienico ambientali degli allevamenti zootecnici.
FORZE DELL’ORDINE E ESERCITO
Abolizione dell’attuale diversificazione delle forze dell’ordine suddivise nell Polizia Locale, Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri.
Soppressione dell'arma dei Carabinieri e del suo Governo al Ministero della Difesa. L'attuale ordinamento (unico nel mondo ed in Europa) prevede, sin dalla unificazione del Regno d'Italia e successivamente con la nascita della Repubblica italiana, la facoltà di controllo di polizia territoriale a dipendenti dell'Esercito (Carabinieri) militarizzando il territorio. Sono noti gli abusi e le violenze commesse cronicamente dai militari delle Legioni regionali dei Carabinieri, organico spesso utilizzato dalla correnti criminali dei Ministeri degli Interni per il coordinamento, controllo e copertura delle organizzazioni mafiose paramilitari coinvolte nel narcotraffico, nei traffici di armi, nella immigrazione, nella prostituzione e nelle gravi connivenze con i servizi segreti criminali i forza presso i ministeri della Repubblica italiana.
Anche per gli attuali corpi di Polizia di Stato e Polizia Locale si verificano fenomeni di collusione criminale e mafiosa (anche a matrice politica) simili alle succitate dinamiche illegittime commesse dall'Arma dei CARABINIERI.
Introduzione di un unico Corpo di Polizia suddiviso in Polizia Stradale e Polizia Federale (ripartita in varie sezioni e dipartimenti).
Il corpo di Polizia Federale è smilitarizzato e privo di funzioni militari, rappresentando una istituzione alla difesa dei diritti del cittadino e dei diritti ed integrità delle istituzioni degli Stati Federali. Gli attuali corpi delle Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Polizia Locale e Carabinieri) sono flagellati da corruzione ed insubordinazione generalizzata a tutti i livelli e gerarchie. Corruzione, tangenti, assunzioni per raccomandazioni, clientele, votoscambismo, nepotismo, collusioni con le organizzazioni criminali, con il mondo imprenditoriale corrotto, subordinamento politico, scarso personale di pattuglia, eccessiva concentrazione di personale negli uffici, cultura meridionalista, falsobuonista e corrotta e mancanza di controllo del territorio (in mano alle organizzazioni criminali) renderebbero impossibile il riutilizzo dei contingenti rendendo inevitabile un bando di arruolamento di proporzioni quasi immani.
Anche per l’esercito valgono le stesse regole della scarsa spendibilità dell’attuale contingente militare in istanza nelle regioni dell’attuale Nord Italia (costituito prevalentemente da meridionali che per ovvie ragioni hanno scarso interesse della difesa territoriale del Nord Italia) da cui ne deriva la necessità di ricostituire ex novo interi contingenti in istanza nel Nord Italia.
DELEGHE ALL’ESERCITO
La delicatezza di questa fase transitiva delega all’esercito numerose funzioni straordinarie che lo vedono integrarsi con le forze di Polizia Federale in molti incarichi quali la difesa dal territorio da ricostituzioni economico politiche dello Stato Italia e di organizzazioni criminali e mafiose, da flussi migratori non controllati, da possibili e probabili tentativi di destabilizzazione ad opera di intelligenze straniere (e dell’ex classe dirigente romana).
LOBBY DI PSICHIATRIA POLITICO GIUDIZIARIA
La psichiatria politico giudiziaria venne debellata nel resto del mondo sviluppato (USA, UK, EUROPA, AUSTRALIA, GIAPPONE) a cavallo degli anni '70/80 da associazioni e movimenti di anti psichiatria che individuarono e condannarono l'uso e l'abuso della Psichiatria come sistema di repressione sociale e politica dei soggetti che non si adattavano ai dettami di comportamento sociale standardizzato imposto dal sistema lobbistico e corporativo del potere economico e politico-finanziario.
La lobby psichiatrica esiste e resiste in tali paesi, seppur in una forma meno repressiva, nella figura di corporazione medica che affianca all'uso di droghe illegali, quelle legalizzate e rappresentate dallo psicofarmaco e dalla sua corrotta industria e business. Oggi (con esclusione dell'Italia, la quale, pur annoverando elevate percentuali di consumo di sedativi e anti depressivi, si avvale della psichiatria e dei suoi dispositivi "terapeutici" come mezzo di repressione del dissenso e della ribellione) la somministrazione psicofarmacologica ha una pratica di massa, spesso, richiesta dagli stessi pazienti vittime di disadattamento sociale consumistico performante come droga legalizzata ed in supporto all'uso di droghe proibite dalla legge. Tale pratica ha trovato diffusione anche in Italia, tuttavia in questa nazione la potente lobby psichiatrica non ha mai perso le valenze dell'uso del potere di limitazione della libertà individuale concesso dallo strumento psichiatrico facendone un uso repressivo, anche violento, nei confronti di coloro che esprimono ribellione e dissenso al potere precostituito.
Le lobby delle industrie farmaceutiche dello psicofarmaco impongono la permanenza della Psichiatria nelle discipline universitarie.
Tuttavia la psichiatria non possiede (e non ha mai posseduto) una reale base scientifica non avendo trovato, nel passato (anatomia patologica, studi neurologici) integrazioni disciplinari con la medicina ufficiale.
Ciò che accomuna lo psichiatra al medico è il puro e solo potere legale di vincolo terapeutico nei confronti del paziente.
Nemmeno con le più recenti neuroscienze la psichiatria ha mai trovato basi scientifiche di supporto che giustifichino l'esistenza stessa di tale disciplina e qualifica nelle facoltà universitarie.
Le neuroscienze hanno invece confermato e documentato solo la presenza di variazioni funzionali e biologiche (anche a livello cerebrale) tra individui senza individuare però una natura organica della "malattia mentale".
Ciò che negli ultimi decenni di ricerca neurologica e di psicologia statistica comportamentale è emerso "rivoluzionerebbe" il vecchio panorama ambientale sociologico che contrapponeva una origine organica della malattia mentale e la sola influenza dell'ambiente nel plasmare la personalità degli individui. Mente e corpo esprimono una unicità biologico ormonale e funzionale, che nei casi più particolari genera individui dotati di un ego preponderante. che nei casi più estremi (che sono comunque molto frequenti) degenerano anche in condotte devianti, nocive, violente, trasgressive e perversive.
Dalla predisposizione al potere ed al desiderio di realizzarlo alla personalità autoritaria, portatata all'eccesso dell'autostima, della scarsa capacità di valutazione morale ed etica, alla scarsa empatia verso le forme di dolore altrui sino alla concretizzazione di questi aspetti biologici verso il sadismo, pedofilia, serial killer, prostituzione ed incitamento, omicidi a sfondo sessuale e pedofilo, tendenze al crimine comune, organizzato, mafioso.
I casi non si limitano al crimime ma anche al crimine "politico-sociale" come lo sfruttamento del prossimo, truffe, affarismo speculativo, aggiotaggio finanziario, massonerie, signoraggio bancario, governatori e governanti che smerciano nel narcotraffico, nel traffico d'armi, nel traffico di esseri umani e di organi umani, nella prostituzione, nelle lobby che generano guerre geopolitiche, etc...
Espressioni (anche biologiche ed ormonali, oltre che congenite), che predisporrebbero categorie di individui a condotte e comportamenti nocivi e criminali, spesso anche indipendentemente dalle condizioni ambientali, famigliari, educative, culturali ed esperienziali.
Le formulazioni teoriche più recenti della psicodimanica ribaltano alcuni capisaldi erroneamente postulati nei decenni passati da sociologia, psichiatria e psicologia comportamentale.
Fenomeni come il bullismo, non sarebbero generati da insicurezza, debolezza e carenze affettive, ma all'opposto da precisi indirizzi comportamentali legati all'insieme psico fisico dell'individuo predisposto a condotte e comportamenti prevaricatori e violenti, non più effetto di insicurezza ma di un eccesso dell'ego, una sovradimensione dell'autostima ed all'eccesso di orgoglio, sino allo sconfinamento della megalomania e del narcisismo ossessivo compulsivo.
Anche le condotte predatorie (dirette conseguenze dei connotati di superiorità individuale percepita e di assenza di meccanismi di empatia verso il prossimo) sarebbero conseguenza di eccessi dell'espressione incontrollata dell'ego e di una autostima sovradimensionata).
In sintesi la "malattia mentale" (sulla base delle recenti acquisizioni delle neuroscienze e sulla base di quanto, da millenni, teorizzato dalle medicine popolari e filosofie orientali ed anche esoteriche, per le quali ogni individuo nasce già con la conformazione biologica e genetica indirizzata verso comportamenti propri) non esiste in quanto tale.
Principalmente è il concetto stesso di malattia mentale che è stato fortemente ribaltato in questi ultimi anni. Non più come predisposizione biologica e genetica alla "follia" ed al delirio (oggi potremmo anche dire che con tutti i tossicodipendenti che circolano la "follia" ed il delirio sono patologia collettiva). Le recenti acquisizioni ribaltano i vecchi concetti della psichiatria sociologica ed individuano nell'eccesso dell'ego, dell'esasperazione individuale all'egoismo, all'eccesso di autostima, la diretta conseguenza di condotte individualiste predatorie e criminali e socialmente pericolose, elementi spesso favorevoli alle dinamiche culturali e politiche del "villaggio globale", dalle cui conseguenze ne deriverebbero anche danni a certi strati della popolazione vittima della distruttività del potere economico politico, vittime etichettate come "malati mentali" dai servizi psichiatrici assoldati dalle lobby politico giudiziarie onde celare la natura criminale delle istituzioni (fenomeno prevalente in Italia e nei paesi sud americani ed in generale nelle principali dittature).
La psichiatria italiana, soprattutto quella delle Aziende Ospedaliere, come i Centri Psico Sociali, si e' fossilizzata (e non per caso) ai vecchi e obsoleti capisaldi di psichiatria sociale superati ed abbandonati da quasi tre decenni, ancorandosi, sino all'esasperazione (ed in maniera tipicamente corporativa) al ruolo di lobby corporativa accessoria alle forze dell'ordine ed al potere giudiziario corrotto per mascherare e concretizzare (anche con sistemi criminali) i fenomeni distruttivi, complottisti, persecutori e predatori della cultura predatoria della società italiana e del suo sistema politico economico e giudiziario.
La psichiatria italiana è una estensione del potere politico giudiziario (e delle sue manifestazioni corrotte e criminali) che utilizza i vecchi sistemi della reclusione manicomiale (e delle terapie coatte) per eliminare avversari del potere politico amministrativo e impreditoriale o per coprire delitti e crimini commessi dalle istituzioni e dalle forze di polizia.
Per i connotati esecutivi di tale lobby emergono evidenti caratteristiche di lobby criminale al servizio del malaffare, della criminalità organizzata e delle istanze dittatoriali della Repubblica italiana, che attraverso i vari ministeri, le stesse segreterie dei Partici Politici, la magistratura, le amministrazioni locali, i fruitori di coperture politico giudiziarie, di raccomandazioni, di favoritismi corruttivi e tangenti, di operatori di forze dell'ordine esecutori di omicidi con mandanti politico affaristici corporativi o su omicidi dettati dalla natura violenta e criminale dei medesimi operatori e/o connessi alle attività di crimine organizzato di cui le stesse forze dell'ordine sono, istituzionalmente, coinvolte nelle mafie.
Gli esempi vengono offerti da quel poco che trapela dalla cronaca giornalistica. Omicidi e massacri effettuati dalle forze dell'ordine (Carabinieri e Polizia di Stato) come "regolamenti di conti su commissione" verso spacciatori di droghe e prostitute e transessuali.
Complotti contro rivali politici e/o vittime del malaffare mafioso criminale commissionati da esponenti politici, amministratori locali e ministeriali, imprenditori, dirigenti sanitari, dirigenti scolastici, dirigenti di enti pubblici o di aziende pubbliche e private, avvocati, sindaci, consiglieri, narcotrafficanti, esponenti religiosi, del Vaticano, della Caritas-CEI, etc...(l'elenco non è esaustivo, le tipologie di commissione di omicidi sono innumerevoli).
Tra i casi più eclatanti vi sono quelli dell'ex pusher Cafasso, di Giuseppe Uva (aveva una relazione con la moglie del Carabiniere che lo massacrò in caserma) il cui omicidio venne occultato da una compiacente struttura psichiatrica che simulò un TSO mai effettuato, di Stefano CUCCHI del cui decesso venne attribuito anche in questo caso un gesto autolesionistico ogggetto di TSO, di un rumeno recentemente morto in circostanze misteriose presso la Caserma Carabinieri di Montecatini, morto per lesioni al cranio e con presumibile falsa refertazione medica di decesso in TSO causa atti autolesionistici (si sostenne che si sfracellò, da solo, il cranio contro il muro...).
Tutti questi omicidi trovano la copertura giudiziaria di consenzienti operatori psichiatrici, dirigenti sanitari, operatori e volontari dei servizi di soccorso e di emergenza sanitaria, di politici, magistrati, vertici delle forze dell'ordine, il tutto verbalizzato tramite FALSE CARTELLE E REFERTI SANITARI REDATTI DA COMPIACENTI PSICHIATRI OSPEDALIERI E AMBULATORIALI I QUALI CERTIFICANO CHE IL DECESSO E' CONSEGUENTE A SOVRADOSAGGIO (IN "BUONA FEDE") DI SEDATIVI IN SOGGETTO PREDA DI RAPTUS AUTOLESIONISTICI PRESSO CASERME DI CARABINIERI E POLIZIA.
Ovviamente i casi di cronaca succitati sono solo casi particolari ma che rivelano l'abitudine di mascherare come TSO la causa di decesso di vittime oggetto di vendette ad opera di forze dell'ordine e di presunti mandanti molto al di sopra degli esecutori di tali omicidi.
L'eliminazione fisica dei soggetti scomodi viene praticata sistematicamente dalla Repubblica italiana da tempi indeterminabili.
E' probabile che tale pratica consolidata sia una forma "minimalistica" di misure criminali di repressione, controllo e (se necessario) soppressione di soggetti scomodi.
Le forme invece riservate a personaggi più altolocati vittima e/o co-protagonisti in scenari di corruzione, giochi di potere, complotti politici, attività ministeriali, servizi segreti, etc... possono spaziare tra gli incidenti automobilistici simulati, incidenti aerei simulati ed attentati, omicidi, rapimenti a sfondo politico (per esempio le Brigate Rosse) o di riscatto, attentati simulati ad opera di falsi squilibrati mentali, etc...
Ritornando alla pratica ed all'abuso del TSO, un tempo, trovava applicazione nell' internamento presso strutture manicomiali (tramite la produzione di false cartelle cliniche da compiacenti psichiatri, magistrati, questori, marescialli, ispettori e prefetti).
Dall'introduzione degli psicofarmaci la pratica è stata parzialmente deviata verso l'accanimento terapeutico (Legge 80 Basaglia 1978) tramite psico farmaci.
Come tutti sanno, il decreto Basaglia impediva il ricovero permanente dei "malati mentali" nelle strutture manicomiali (alcune di esse mai chiuse e tutt'ora in esercizio come in alcune località dell'Italia meridionale).
Nei fatti, l'abolizione dell'istituto manicomiale rese necessaria l'adozione di misure alternative alla "soppressione sociale" di soggetti vittime di TSO in regime di PSICHIATRIA POLITICO GIUDIZIARIA.
Nel manicomio nessuno aveva accesso ed eventuali decessi "sospetti" sfuggivano anche alla cronaca. L'eliminazione dei manicomi (oggi nemmeno nel Manicomio Criminale di Castiglione delle Stiviere è permesso ricoverare permanentemente i pazienti) ha determinato l'adozione di sistemi di eliminazione fisica di vittime di complotti politico giudiziari.
La dove l'accanimento terapeutico non raggiunge i risultati desiderati e/o dove la premeditazione omicida (su commissione o per conseguenza della natura criminale delle forze dell'ordine) non era preceduta da TSO, si procede alla eliminazione fisica del soggetto sgradito (che tra le varie motivazioni si annoverano anche quelle del reato di opinione e della ribellione alle prepotenze e vessazioni politico giudiziarie) con simulazione di decesso per TSO.
Nella psichiatria italiana è costume il favoreggiamento di politici e amministratori locali privi di scrupoli, autori di frodi finanziarie, patrimoniali a danno di malcapitati, i quali se denunciano, divengono poi oggetto di TSO ritorsivo.
Casi analoghi per qualsiasi tipo di avversario politico e legale in buona fede.
La forca psichiatrica non trova necessità di applicazione per quei casi di predazione patrimoniale, mobiliare e immobiliare attuata da personaggi legati al malaffare politico affaristico imprenditoriale giudiziario e/o da vittime di truffe e frodi di natura finanziaria che "lasciano fare" sino a ridursi allo stato di indigenza diventando "senza fissa dimora a tutti gli effetti".
La predazione patrimoniale è un fenomeno molto frequente tra politici e amministratori locali, regionali ed anche di Governo, ed uno dei sistemi utilizzati per scoraggiarne la difesa legale è quello di screditare le loro accuse tramite l'allestimento di un quadro di presunta malattia mentale della controparte nelle dispute giudiziarie.
La natura predatoria del potere politico non è di certo una sola prerogativa degli italiani.
Uno caso degno di nota è la recessione finanziaria USA (swap e derivati della banca Lehman Brothers) premeditata a tavolino verso milioni di soggetti contraenti di contratti di lavoro a termine e/o non elettori dei partiti Democratico e Repubblicano, vittime di una frode finanziaria finalizzata all'esproprio dei beni immobiliari e mobiliari e patrimoniali su scala globale e tipica delle recessioni programmate.
Anche nel resto del mondo le vittime di tale bolla finanziaria sono classificabili all'interno di tale dinamica che, tuttavia, nello Stato italiano trova attuazione sistemica ad uso e consumo del potere mafioso politico giudiziario, tipico di questa nazione.
Una delle prassi consolidate da parte della mafia politico giudiziaria italiana è quella di depredare coloro che non votano o che sono privi di protezioni lobbistiche e politiche (astenuti, privi di protezioni lobbistiche-corporative-sindacali-politiche-mafiose) e coloro che, vittime di frodi giudiziarie e reati politico amministrativo mafiosi, sono conseguentemente anche vittima di persecuzioni giudiziarie, condanne, mobbing su commissione, licenziamenti ed ogni altro genere di complotti che culminano con lo stato di indigenza.
Una interessante forma di PREDAZIONE COLLETTIVA RIVOLTA ALLA POPOLAZIONE ITALIANA PRIVA DI PROTEZIONI LOBBISTICO-CLIENTELARI-CORRUTTIVE è la famigerata riforma del Lavoro, DLG 276-03 detta anche LEGGE 30 Biagi, dal nome del consulente del lavoro trucidato dalla false Brigate Rosse su sospetti evidenti di commissione dell'ex Ministero del Lavoro di Roberto Maroni. La legge 30 ha espropriato beni, patrimoni e professioni a circa (le stime precise sono molto difficili da stabilire non esistendo ricerce e statistiche specifiche) 4 milioni di ex lavoratori progressivamente espulsi, a cavallo degli anni '90-2000 dal mercato del lavoro da crisi ecnomiche, recessioni e soprattutto dalla spartizione politica del mercato del lavoro. Dopo tale riforma la forbice dei divario reddituale tra ceti ricchi e poveri si è allargata, conseguenza di misure predatorie attuato dal Governo Berlusconi e anticipate dalla Legge Treu del 97 dal medesimo Ministro dell'ex Ulivo Pdl. Questa legge, insieme all'attuale recessione, alla deindustrializzazione, alla delocalizzazione ed alla penetrazione mafiosa nella economia, costituiscono forme di predazione patrimoniale collettive. La PSICHIATRIA POLITICO GIUDIZIARIA invece interviene come misura accessoria delle forme di predazione individuali su commissione politica e imprenditoriale a matrice mafiosa.
COMPLOTTI PSICHIATRICI
La natura tirannica e dispotica del potere politico italiano ha, nei decenni, favorito la conservazione della natura politico giudiziaria della psichiatria italiana e delle valenze repressive insite nei sistemi adottati dai suoi operatori.
I CPS ed i loro operatori rappresentano spesso e volentieri anche uno strumento di limitazione della libertà individuale verso soggetti minorenni o maggiorenni coinvolti in conflitti famigliari dove il capofamiglia o entrambi i genitori anagrafici (fenomeno applicato anche verso soggetti maggiorenni, pur essendo illegale tale trattamento) pretendono che i conflitti famigliari derivanti da fallimenti e/o crisi e/o lacune ed incapacità educative e/o incompatibilità caratteriali tra genitori-figli o addirittura eccessi e squilibri caratteriali degli stessi genitori vengano risolti TERAPEUTICAMENTE tramite psicofarmaci e/o psicoterapia.
Curiosamente i componenti famigliari "irretiti" in tali trattamenti TSO non sono pericolosi ne sofferenti per se stessi ne per altri ne trovano beneficio nei ricoveri psichiatrici e/o a trattamenti psicofarmacologici-psicoterapici. Essi sono, sovente, dei capri espiatori di nevrosi famigliari di cui lo psichiatra non vuole farsi carico e nemmeno sa gestire accanendosi sulle vittime ed acquisendo (anche in cartella clinica) la "diagnosi" psichiatrica "descritta" dalla famiglia, (la quale non tollera la presenza di un componente avverso ai propri schemi ed abitudini) la quale pretende una "riprogrammazione" mentale del suo componente (TSO, psicoterapia).
Le persecuzioni politico giudiziarie condotte tramite protocollo psichiatrico, non conoscono limiti nella indecenza e nella incompetenza medica e operativa. Sovente, quando l'accanimento giudiziario non trova concretizzazione, ne risultati, vengono estese le "competenze" ai servizi sociali del territorio. Si contattano (all'insaputa delle vittime) i famigliari, parenti, vicini di casa, colleghi di lavoro e superiori, portinai di condominio, persino amici e partner amorosi, per raccogliere il maggior numero di informazioni possibili onde "catturare" qualche aspetto debole della vittima, anche la minima imperfezione abitudinale, caratteriale, professionale, sessuale, alimentare, di relazione famigliare, amicale, allo scopo di redigere un quadro anamnestico pseudo patologico che giustifichi, anche a posteriori, MISURE URGENTI DI TRATTAMENTO DI PSICHIATRIA GIUDIZIARIA. I famigliari, i parenti, i genitori, vengono istigati ad una condotta conflittuale verso le vittime designate e indotte a richiedere esse stesse, per via giudiziaria provvedimenti di TSO e ricoveri coatti.
Dossier investigativi, pedinamenti, intercettazioni telefoniche, ambientali, rilievi fotografici, stesure di profili caratteriali, psicologici, comportamentali. Dissapori, liti, inimicizie preesistenti all'interno di tale cerchia vengono istigati ed ingigantiti ed utilizzati strumentalizzando la costruenda "anamnesi psicopatologica" raffazzonata a posteriori e con gli effetti di generare conflitti e drammi famigliari, arrecando danni irreparabili non solo alle vittime designate ma all'intero nucleo famigliare e coniugale dei perseguitati. Tale pratica sconfina nella diffamazione, nel danno morale, in fenomeni di bullismo "istituzionale" vero e proprio, in quanto verrebbero coinvolte anche le forze dell'ordine instaurando uno scenario persecutorio devastante nei confronti di chi ne è vittima.
Non esiste un confine preciso tra accanimento giudiziario e vendetta trasversale degli istituti medesimi. Frequente, chi ne è vittima, (come sopra descritto) perde amici, partner sentimentali, il posto di lavoro (molti casi di mobbing sono conseguenti anche ai "contatti" illeciti e illegali, che operatori sanitari, servizi sociali e forze dell'ordine, se non addirittura le stesse controparti legali o gli stessi magistrati, attuano illegalmente per creare ostilità e clima di sospetto). Intorno alla vittima viene realizzato uno scenario finale che, a posteriori, è simile agli intenti di persecuzione politica e giudiziaria inizialmente inscenati. Il danno biologico (che si somma ai danni di condanna penale, ai danni morali e sociali) è così compiuto a completamento dell'intento di rappresaglia mafioso giudiziaria attuato contro la vittima che viene degenerata, immedesimandosi sino alla morte, nell'impianto diffamatorio culminato nella trasformazione della vittima in psicolabile disadattato ormai ridotto alla condizione larvale di senza dimora!
I "regolamenti di conti Ministeriali" sopra descritti si spingono al "bulling" relazionale vero e proprio istigando (tramite pettegolezzi e diffamazioni create ad arte) vicini di casa e conoscenti alla maldicenza ed all'isolamento delle vittime (coadiuvati da forze dell'ordine e servizi sociali e/o persone prossime ai mandanti delle perscuzioni in regime di TSO).
Si coinvolgono i componenti famigliari i quali (anche inconsapevolmente) attuano, su consigli malevoli dei servizi sociali, di operatori psichiatrici e/o forze di polizia e/o persone prossime alle controparti altolocate che hanno commissionato il "bulling", anche forme di persuasione occulta verso i famigliari e/o coniugi e/o genitori delle vittime.
Casi di espulsione dalla casa di appartenenza, stesura di atti notarili e testamentari di esclusione dai lasciti ereditari, mancati assolvimenti degli ex coniugi all'erogazione degli assegni divorzili, del mantenimento dei figli in affido, etc...
In certi casi si affittano (ove possibile) anche appartamenti posti nelle immediate vicinanze delle vittime dando avvio a maldicenze, pettegolezzi, calunnie e diffamazioni di ogni genere, liti, aggressioni, vandalismi e provocazioni forzate e simulate con la finalità di ricostruire intorno al malcapitato uno scenario di conflittualità e di presunta pericolosità sociale e presunti squilibri mentali che giustificherebbero (a posteriori) l'istanza ed i precedenti provvedimenti giudiziari di TSO.
Attorno alla vita sociale e lavorativa delle vittime si crea il vuoto, si trasmettono, al maggior numero possibile di aziende, agenzie interinali, società di consulenza, i nominativi delle vittime ed inviti e segnalazioni al boicottaggio di selezioni ed assunzioni delle candidature dei medesimi e/o si diffamano le medesime onde innescare fenomeni di mobbing e licenziamenti.
Non esistono statistiche precise in grado di quantificare il gravissimo fenomeno della PSICHIATRIA POLITICO GIUDIZIARIA (che come sopra accennato è l'espressione della natura mafiosa e criminale delle istituzioni italiane, delle lobby e della partitocrazia collusa con poteri occulti ed organizzazioni criminali) in quanto, tale fenomeno (preesistente alla legge 80 Basaglia che proibì il ricovero permanente nei manicomi e la loro progressiva sostituzione con i Centri Psico Sociali) si confonde con il muro di omertà ed ignoranza della società italiana. Questo scenario assomiglia molto a panorami di dittatura sud americana di "desaparecidos" di "gulag" sovietici, di "comunità di indottrinamento" cinesi, anzi sono molto peggio, in quanto, oltre all'esercizio di sistemi dittatoriali si aggiungono fenomeni ed attività mafiose, spesso diretti mandanti di tali persecuzioni.
Nelle dittature non mafiose all'individuo verrebbe concessa la possibilità di "redenzione", mentre la PSICHIATRIA POLITICO GIUDIZIARIA a matrice mafiosa la persecuzione è finalizzata alla soppressione sociale, biologica e morale dell'individuo (sino all'induzione del suicidio tramite sovradosaggio psicoterapico e/o e/o alla produzione di falsi TSO nei quali si certifica che la vittima non è morta per omicidio ma per autolesionismo che richiese il TSO al pronto soccorso!).
Molti ex lavoratori vittime di mobbing aziendale (questo non significa che tutti i casi di mobbing siano di natura politica come quella sopra descritta) sono vittime di vendette trasversali attuate a cura della PSICHIATRIA POLITICO GIUDIZIARIA con conseguente sconfinamento nella depressione reattiva delle vittime "esposte".
Molte di loro si "abbandonano" ai trattamenti psicofarmacologici riducendosi allo stato larvale con invalidità permanenti assimilabili al 100%. Queste vittime, oltre che essere vittime delle ingiustizie e della mafia giudiziaria che non ha concesso loro giustizia e risarcimenti, potrebbero anche esserlo della PSICHIATRIA GIUDIZIARIA sopra descritta. Molti pazienti "politicamente scomodi" vengono indotti al suicidio tramite sovradosaggio di antidepressivi e ansiolitici. Ricerche epidemiologiche condotte negli USA hanno dimostrato che percentiali elevatissime di suicidi sono riconducibili alla somministrazione di psicofarmaci... di questi "effetti collaterali" gli operatori della corporazione psichiatrica sono a conoscenza e spesso adottano protocolli lesivi con finalità criminali e conseguenti a pressioni di comitati affaristici politico giudiziari di matrice criminale e mafiosa, ovviamente e spesso, dopo "profumati" compensi economici. Gli operatori psichiatrici responsabili di suicidi indotti e di concorso in omicidio (verbalizzazione di falso TSO in soggetti deceduti a causa di pestaggi commissionati alle forze dell'ordine o su iniziativa delle medesime) non temono processi giudiziari ne condanne beneficiando di potentissime coperture della magistratura, delle direzioni sanitarie e della stessa corporazione medica e politica che si avvale di tali pratiche!
Curioso è il fatto (fenomeno tipicamente italiano) che invece soggetti adolescenti minorenni (bullismo scolastico, criminalità giovanile, tossicodipendenza violenta e distruttiva) vengano lasciati liberi di recare danno alla società ed anche a loro stessi. La psichiatria italiana non vuole ne sa assimilare le recenti evoluzioni delle psicologie comportamentali internazionali che hanno, seppur con grande ritardo, ammesso la predisposizione nociva e violenta di determinati soggetti giovanili protagonisti di bullismo scolastico e crimine giovanile.
La nostra psichiatria (malgrado le numerose associazioni, anche mediche, che cercano di sensibilizzare società e istituzioni dell'elevato livello di tolleranza mostrato verso le condotte giovanili ed adulte, violente e nocive, ancora troppo assimilate a semplice "vivacità") risente, oltre che di gravissime forme di connivenza con i poteri occulti della Repubblica italiana, di "macismo" latino male assimilato, di cultura della violenza e della sopraffazione che permea le istituzioni della Repubblica italiana e dei sistemi criminali tipici della Magistratura mafiosa di cui ampi esempi abbiamo avuto anche nelle cronache ufficiali, tra le quali quelle del caso di Enzo TORTORA, del cui complotto mortale (morì nel Maggio del 1988) tutti sappiamo.
Egli veniva sfottuto nelle aule giudiziarie da camorristi figli di troia e da magistrati figli della stessa madre... noti erano gli apprezzamenti degli ex cutoliani che lo sfottevano per essere vegetariano... che per loro significava essere frocio...(Cutolo, che non era direttamente responsabile del complotto, fatto da ambienti imprenditoriali milanesi e giudiziari e da ambienti della RAI, diceva "noi veniamo coordinati dai servizi segreti...". Un giornalista tentò di correggere Cutolo dicendo... "voleva dire i servizi segreti deviati"... Cutolo rispose "uè scurnacchiato... sfaccimme... i servizi segreti e bbasta... voi li chiamate i servizi segreti deviati... che nun ce stanno... 'capisci ammè... I SERVIZI SEGRETI ! ").
La psichiatria italiana deve essere ribaltata e clinicizzati i burattinai che la gestiscono e la controllano per fini mafiosi e corporativi e con essi anche una buona, ampia fetta della società italiana.
Tale postulato non è una semplice provocazione in quanto l'abnormità e gli orrori del fenomeno della PSICHIATRIA POLITICO GIUDIZIARIA è essa stessa sintomo di uno stato patologico delle istituzioni italiane, del loro livello di corruzione, di violenza, di degrado, di malaffare di approccio maniacale ai tentativi di "riprogrammazione" di soggetti non allineati ai dettami ed alle regole della mafia politica e delle lobby corporative che governano e controllano il sistema Italia.
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