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Il sindaco PDL Angelo COBIANCHI di Pieve Porto Morone è politicamente protetto dal deputato PDL Giancarlo ABELLI, la cui moglie Rosanna GARIBOLDI è nota nello scandalo del riciclaggio e evasione di capitali nella bonifica edile del quartiere S.Giulia di Milano.

 

TRIBUNALE DI PAVIA

UNA GRANDE "FAMIGLIA"

(AGGIORNATO AL 24.05.2010)

PROLOGO

Il contenuto di questo documento, ora completo del ruolo primario assunto dall'assessore Regione Lombardia, GIANCARLO ABELLI + Lady GARIBOLDI (nato a Broni l'11.04.1941 a pochi chilometri da Pieve Porto Morone), deputato PDL, uomo di fiducia (tra i + apprezzati) di S. BERLUSCONI, e R. FORMIGONI, LEADER indiscusso del PDL pavese con interessi nell'edilizia e nella sanità pubblica e co-intestatario primario del feudo pavese costituito da tanti piccoli statarelli affaristici (e con manovalanza rumena e calabrese...) con epicentro quello di Angelo COBIANCHI di Pieve Porto Morone.

Le onnipotenze giudiziarie di COBIANCHI (ed il motivo per cui egli non è in galera, insieme ai coniugi ABELLI GARIBOLDI e il Re dei rifiuti tossici l'imprenditore GROSSI) devono la loro origine al protettorato giudiziario di ABELLI +GARIBOLDI  protetto dalle correnti PDL della magistratura pavese che tutela le malefatte dei succitati e che a sua volta benerficia di una "cupola" protettiva dei Ministri ALFANO e MARONI  e di ROBERTO FORMIGONI e BERLUSCONI PAOLO e SILVIO,  con annessioni affaristiche LEGA NORD del galeotto PROSPERINI.

La struttura affaristica sopra descritta beneficia di potenti protezioni giudiziarie ad opera dei magistrati (gip RIZZI, LAMBERTUCCI, PM ROSSI, PROCURATORE RIPAMONTI,la lista è ancora incompleta) ... altro che antimafia. MARONI e ALFANO (che conoscono la struttura mafioso criminale pavese-formigioniana-berlusconiana) per salvare "capra e cavoli" hanno affidato una falsa inchiesta antimafia ai succitati magistrati per denigrare 24 mesi di accuse verso tali canaglie da parte di MAFIASPA.IT (sequestrato da tali canaglie) e MAFIASPA.CH.

TUTTI SANNO TUTTO MA NESSUNO PARLA!

Lo stato di corruzione e di affiliazione ai poteri corporativi e partitici del sistema giudiziario non è una cosa nuova a nessuno.

Lo stesso "ordine" della magistratura (costituzionalmente è un ordine e non un potere) si è eletto in via autoreferenziale a potere esecutivo assoluto e totalmente autoreferenziato (cioè che non risponde a nessun controllo costituzionale, pur essendoci un organo di vigilanza verso il quale vengono conferiti poteri e doveri di supervisione e controllo dell'operato di magistrati, procure, tribunali, gip, pm e giudici di pace, tale organo e il CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA, di cui è presidente ANTONIO NAPOLITANO).

Come molto frequente in Italia, l'organo che dovrebbe presiedere al controllo di una istituzione è costituito da membri che sarebbero a loro volta controllati, cioè chi controlla è anche controllato e viceversa.

I ruoli del CSM sono asserviti alle corporazioni massonico finanziarie politiche nazionali ed anche transnazionali.

I ruoli degli stessi magistrati (giudici del lavoro, gip, pubblici ministeri e pubblica accusa) raramente si limitano alla professione giuridica ma si abbinano ad attività politiche-imprenditoriali e massoniche parallele al ruolo di giudici.

PREFETTURE, GUARDIA DI FINANZA E QUESTURE.

La mafiopoli pavese meglio di altre rappresenta i conflitti di interesse che intrecciano trasversalmente i ruoli "paralleli" tra le varie istituzioni provinciali.

Questura e questore (tale scenario si applica anche in tutte le restanti province italiane) hanno interessi ed attività e coinvolgimenti diretti nell'impresa edile cantieristica a sua volta collusa con il caporalato rumeno. Tali intrecci sconfinano nella titolarità e nella gestione di cooperative edile, imprese, coop di servizi e legami con la Caritas pavese e con gli assessorati del PDL della provincia (GIANCARLO ABELLI, ROSANNA GARIBOLDI, GROSSI) di cui le recenti cronache hanno dato ampie dimostrazioni del "teorema" filo mafioso tra istituzioni pavesi e magistratura (con epicentro Pieve Porto Morone ma applicabile in tutti i principali centri della provincia di Pavia con sconfinamenti nella vicina provincia di Lodi, del Piemonte sud-orientale, nell'Emilia occidentale, nella vicina Liguria e nella massiccia presenza 'ndranghetista del basso milanese alto pavese nei comuni Landriano, Abbiategrasso, Trezzano, Buccinasco, Corsico, Binasco-Basile, Lacchiarella, Pieve Emanuele-Locate Triulzi, Siziano, Melegnano ).

EVASIONE FISCALE E FUGA DI CAPITALI.

Quanto già noto ed alle cronache giudiziarie internazionali dello scandalo MONTECITY S.GIULIA che coinvolge l'intero organigramma del PDL lombardo, famiglia BERLUSCONI inclusa (ABELLI, GARIBOLDI, GROSSI, LETIZIA MORATTI, ROBERTO FORMIGONI, PALO BERLUSCONI, COMPLESSO EDILIZIO REALIZZATO SOPRA TONNELLATE DI RIFIUTI TOSSICI ED IL CUI "MOVIMENTO TERRA" VENNE GESTITO DA  ESPONENTI IMPRENDITORIALI DELLA 'NDRANGHETA CALABRESE ED I CUI CANTIERI VENNERO STRAVOLTI DA FALLIMENTI CLAMOROSI DI IMPRESE EDILI CHE VIDERO TRAFUGATI IMPIANTI E MACCHINARI, IMPRESE MIRACOLOSAMENTE SOPPIANTATE DA PRESTANOME LEGATI ALLA MAFIA RUMENA IN SUB APPALTO ALLA 'NDRANGHETA).

Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Pavia assiste da oltre un decennio (senza intervenire) alla presenza di schemi di riciclaggio e di investimenti finanziari, bancari, imprenditoriali e immobiliari (SIMILI A QUELLI DI MONTECITY) gestiti nella triangolazione tra proventi derivanti da prostituzione, narcotraffico, ricettazione, attività immobiliari in regime di abusivismo di caporalato extracomunitario e di attività cantieristiche, di coop multiservizi e della massiccia evasione fiscale derivante dal reclutamento di centinaia (a livello provinciale) di migliaia di extracomunitari e neo comunitari nella manodopera cantieristica e manifatturiera in nero, senza contratto e senza coperture assicurative.

Di tale business (recentemente contrattosi con la recessione) sono coinvolte anche le imprese "classiche" come la Galbani, la riso Scotti ed altre imprese stanziate nel pavese con epicentro a Pieve Porto Morone (Metalli Colombo Spa, Mobilificio Vanzini, tutte le imprese edili di Pieve Porto Morone ed altro ancora...).

La Procura di PAVIA, le amministrazioni PDL di tale provincia e moltissimi comuni del pavese, incluso PIEVE P. MORONE, sono parte integrante dei business del traffico di rifiuti tossici che nella sua massima espressione affaristico criminale ebbe negli imprenditori GROSSI, negli assessori ABELLI, GARIBOLDI le sue massime espressioni illegali ed illecite a tutti i livelli facilmente intuibili.

RACCOMANDAZIONE POLITICO-CORPORATIVA.

Il termine raccomandazione è forse riduttivo nella descrizione degli schemi di carriera giudiziaria di giudici e magistrati all'interno del Ministero di Giustizia, ministero flagellato (come per i restanti "dicasteri" dell'Interno, della Difesa, del Tesoro, della Pubblica Istruzione, della Previdenza, etc...) da correnti clientelari politiche e affaristiche convergenti verso gli ordini massonici nazionali ed internazionali dove gli interessi finanziari, economici, politici della nazione e degli accordi tra Stati costituiscono una PRIORITA' ASSOLUTA in nome della quale si possono e si devono calpestare i diritti umani più elementari ed anche praticare il sacrificio e la predazione umana.

 

Questa descrizione dell'ordine giudiziario potrebbe sembrare astratta ed ideologica ma le cose sono esattamente come descritte in questo ordine.

L'Italia è la nazione dove il 10% della popolazione (monopolisti pubblici e privati, imprenditori di monopoli industriali, energetici, della telecomunicazione, delle televisioni, della distribuzione commerciale, dell'edilizia, delle banche... soprattutto delle banche... dei partiti, degli enti pubblici e parastatali) detiene il 90% del patrimonio immobiliare e mobiliare e finanziario nazionale.

Questa "casta" (che è più cricca che casta) è costituita da dirigenti (spesso con doppio incarico nel caso degli enti parastatali) di "colossi" del parastato come INPS, TELECOM, ENEL, AGIP, RAI, FIAT, MEDIASET, ANAS, IMPREGILO, BANKITALIA, MPS, INTESA S.PAOLO, UNICREDITO, SAI, INA ASSITALIA, ITALCEMENTI, GRUPPO CALTAGIRONE, CARREFOUR, etc... (l'elenco è molto più ampio ed include molti intermediari politici e parlamentari ed una miriade di controllate e finanziarie) che hanno consolidato accordi scellerati con il mondo della politica e della finanza.

L'Italia, come in altre nazione europee e internazionali, aderisce alle direttive (non scritte ma praticate) di scambio finanziario illecito e illegale con circuiti bancari del riciclaggio di denaro criminale, di trafuga di capitali, di elusione dei controlli fiscali finalizzata all'arricchimento senza confine dei gruppi monopolisti italiani sopra elencati.

L'Italia è tuttavia al vertice degli schemi di finanza criminale.

Come noto, gli sperperi e i passivi spesso maturati da tali monopolisti (super stipendi di dirigenti, manager e funzionari, doppi incarichi, inefficienze, disorganizzazione, appropriazioni indebite, peculato, trafuga di capitali nei paradisi fiscali, evasione fiscale di impresa, speculazione appaltistica, clientelismo, cannibalismo finanziario e speculazione finanziaria, etc...) generano ingenti perdite che per essere compensate e/o occultate nei bilanci e nelle scritture contabili certificate, attingonerebbero dal riciclaggio di denaro criminale e dalle ricchezze prodotte dalle mafie nazionali e intrecciate con le organizzazioni criminali internazionali.

Come evidente, il sistema di impresa e di finanzia italiano (ancor più degli altri paesi) divora capitali e ricchezze per concentrarli nelle mani di quel 10% della popolazione, a spese (in proporzioni differenti per i vari strati sociali) di coloro verso i quali vengono riversati tali passivi.

Il sistema economico italiano, più di altri, è un sistema morto da molti anni, obsoleto, inefficiente, arcaico, feudale, mafioso, predatore e ladrone ogni oltre misura concepibile dalla mente umana.

Per compensare le perdite, le inefficienze (raccomandazione e lottizzazione del mercato del lavoro, cartelli appaltistici, assenza di investimenti, incapacità manageriali, etc...) si ricorre e si attinge alla manodopera criminale che tramite le lucrose (e esentasse) attività di narcotraffico, traffico di clandestini, prostituzione, traffico d'armi, traffici di rifiuti tossici, etc... foraggia le casse del sistema bancario e successivamente del sistema di impresa privata e monopolistica.

Dove non bastano le reti del crimine, provvedono le riforme del lavoro, del welfare, le recessioni, a predare beni e vite umane dandole in sacrificio al sistema tributario, finanziario e giudiziario italiano.

Per consolidare e perpetuare questo sistema le leggi devono essere sistematicamente violate, la corruzione deve essere sempre garantita ed i diritti sempre negati.

L'illegalità è il principale business del sistema bancario, finanziario e politico italiano e la manodopera più redditizia è costituita dal narcotraffico e dagli appalti pubblici.

Oltre al sistema del "signoraggio bancario" (per info http://www.mafiaspa.ch/recessione.htm), il riciclaggio di denaro sporco e di denaro proveniente da evasione fiscale, costituisce la principale fonte di arricchimento di quel 10% della popolazione italiana.

MANODOPERA POLITICA

Il business del crimine si intreccia e si confonde con alcuni comparti di impresa come l'edilizia, l'edilizia infrastrutturale-cantieristica ed il sub appalto pubblico e privato.

Focalizzando la nostra attenzione agli schemi di finanziamento illecito del sistema impresa, l'edilizia e la cantieristica (insieme alla manifattura dequalificata) costituiscono un comparto primario in molte regioni e province italiane, anche quelle del nord Italia, e tra queste la Lombardia (dimenticavo che il PIL lombardo ha una dominanza nel business dei sub appalti in edilizia e nel settore pubblico e ospedaliero.... paradossalmente come in Calabria) nelle province di Brescia, Bergamo, Lecco e Pavia.

Nel pavese (roccaforte politica del PDL da molti anni) l'economia proveniva da endemiche e strutturali forme di depressione e sottosviluppo che limitavano l'economia locale ai comparti del primario (agricoltura, vini, riso) e poche escursioni nella piccola industria manifatturiera e cantieristica.

La realtà pavese, pur nelle classiche furberie politiche dei finanziamenti europei dei terreni agricoli ormai incolti e soppiantati dalle colture risicole della Cina e da un progressivo declassamento territoriale dovuto a forme endemiche di disoccupazione territoriale (anche la Lombardia ha il suo "mezzogiorno" costituito dalle province di Pavia, Lodi e Cremona) annovera proprio nel pavese il raggiungimento di picchi elevatissimi a partire dalla seconda metà degli anni '90.

Che soluzione hanno adottato le forze politiche locali (in sinergia con figure ministeriali e politiche di portata nazionale) per superare l'arretratezza strutturale di queste province ?

Il business dell'immigrazione e del crimine rumeno, albanese e nord africano.

SOGGIORNI OBBLIGATI

La provincia pavese è stata luogo, sin dagli anni '60 (come per altre province del nord Italia) di confino di esponenti delle cosche mafiose siciliane e calabresi.

Dopo un periodo di manovalanza nel narcotraffico tra gli anni 70-80 (con epicentri nelle aree urbane di Milano e Brescia), 'ndrangheta e cosa nostra raggiunsero uno "spessore" finanziario e immobiliare tale che il Ministero degli Interni, il sistema bancario e la politica vollero sfruttare per mettersi al riparo dai rischi di un sistema economico e produttivo fragile e inefficiente.

Resta intesto che i soggiorni obbligati non furono casuali ma effetto di una precisa direzione affaristico criminale dei ministeri italiani degli anni '70-'80 che nella finzione della lotta alla mafia, permisero a questa di radicarsi nelle regioni del nord Italia.

CONTROLLI TERRITORIALI

Nel nord Italia del dopo tangentopoli '92, le debolezze di un sistema politico decimato dalle indagini di Borrelli, Colombo e Di Pietro e da un indotto imprenditoriale anch'esso decimato dalle collusioni politiche sotto processo furono favorevoli al ribaltamento patrimoniale e finanziario lombardo (e non solo) che vide l'ingresso delle banche (sino ad allora semplice, o quasi, deposito di capitali di impresa) nel comparto economico della finanza "pura" e di settori progressivamente emergenti come l'edilizia (ricordiamoci la liberalizzazione del mercato immobiliare avvenuta tra gli anni 90-2000 con incrementi del costo degli immobili e della conversione del sistema bancario da deposito a sistema di credito e prestito) nel settore dei sub appalti (edilizia, cantieristica, servizi, terziario, aziende, informatica, commerciale).

Il sistema bancario (pur nelle eccezioni dell'Ambroveneto, della BNL, IOR, etc...) divenne il principale strumento di lavaggio di denaro criminale (narcotraffico, usura, prostituzione, traffico d'armi) da distribuirsi tramite mediazione politica (DS, PDL, LEGA) nelle realtà imprenditoriali locali che ebbero (ed hanno tutt'ora) come mediatori le amministrazioni locali, i comuni, i governi di Province ed anche di Regione.

TRIBUNALI.

La "flessibilità" del sistema imprenditoriale italiano deve la sua forza alla latitanza di tribunali e procure che si è tradotta nella illegalità istituzionalizzata dalle "istituzioni" locali, regionali e nazionali.

Per garantire fluidità agli schemi di riciclaggio politico l'assenza dello stato di diritto, di tutela, di prevenzione, di controllo diventa un imperativo categorico che si traduce in assenza di indagini giudiziarie, di indagini antimafia, di assenza di tutela della sicurezza territoriale ed anche in un sistema giudiziario che non tutela e non garantisce più l'esercizio del diritto e della garanzia di condanna per coloro che commettono reati ed il diritto di risarcimento per coloro che ne sono vittima.

La matrice culturale delle stesse forze politiche e imprenditoriali locali, anche se rappresentate da esponenti locali e non direttamente coinvolte col mondo criminale, cambia, si trasforma, assumendo connotati feudali, da boss territoriali ed il consenso elettorale in voto di scambio in "cambio" non solo di posti di lavoro (sportelli bancari, direttori di banca, agenti immobiliari, pubbliche amministrazioni civiche e provinciali, prestiti e fidi bancari, agevolazioni nelle aperture e nei finanziamenti di imprese, etc...) ma anche di immunità penale e giudiziaria.

Lo scenario appena descritto è ormai applicabile nella stragrande maggioranza del territorio italiano, sud, centro, nord Italia.

Nelle piccole realtà, il controllo territoriale di matrice affaristica illecita è ancora più evidente.

Nelle grandi procure, come quelle di Milano o Brescia, l'associazione di intenti, la corruzione ed il clientelismo si misurano sulla base delle ingiustizie nei processi, nelle anomalie procedurali dei dibattimenti, nelle lungaggini finalizzate alla prescrizione, nei rinvii, nelle sentenze ingiuste, nelle assoluzioni clamorose ed anche nei processi farsa.

Nelle procure più piccole, lo scenario corruttivo clientelare che inverte i ruoli tra giudice e avvocato, tra giudice e imputato è invece evidentissimo e tra queste spicca la Procura di Pavia

COMITATI DI AFFARI

Sorrisini, ammiccamenti, strizzatine d'occhio, battutine sarcastiche ma anche atteggiamenti arroganti, prepotenza, violazioni gravissime dei riti procedurali, querele occultate, numeri di procedimento dolosamente modificati, abusi di potere, ribaltamenti tra i ruoli di parte offesa ed imputata, avvocati che bazzicano dalla mattina alla sera le cancellerie di procura e tribunale confabulando con i magistrati, chiedendo loro favori, forzature, manipolazioni di fascicoli, informazioni preliminari, aggiustamenti di processi, etc...

L'elenco appena descritto non è esaustivo essendoci decine, centinaia di esempi di condotta illegittima di cui si rendono protagonisti impiegati delle procure, magistrati, avvocati e parti imputate e offese.

Nella Procura di Pavia si respira un clima da "grande famiglia" dove tra avvocati, magistrati, procuratori e vertici delle forze dell'ordine si organizzano "rimpatriate" del fine settimana presso gli agriturismi, presso i più rinomati ristoranti, in battute di caccia, in partire di calcetto, etc...

Lo scenario pavese è simile a quello di altre province e regioni del centro-nord ed anche del sud Italia.

Edilizia clandestina

caporalato rumeno-albanese-marocchino-nigeriano

sub appalti (tutti i comparti)

narcotraffico

prostituzione

usura

riciclaggio

banche

imprenditoria

amministrazioni regionali-province-comuni

FUNERALE DEL DIRITTO

Come evidente, le vittime di malagiustizia troveranno, nella massima autoreferenza politico giudiziaria (come quella appena descritta) il mattatoio dei loro diritti di cittadini vittime di reati e di vessazioni politiche di ogni genere.

Processi per diffamazione nei quali la procura che ha decretato il rinvio a giudizio (per soddisfare i capricci del politico locale corrotto) procede senza indagare di eventuali contatti con ambienti illeciti ed anche criminali della "parte offesa", di gravi omissioni nella prevenzione del degrado territoriale, nei concorsi esterni in associazione mafiosa, viene autoassolta un via di ufficio con il "6 politico" , senza verificare che le querele presentate dalla parte "offesa" (ribaltata poi in parte imputata) abbiano un fondamento che trova conferma proprio nella costituzione dei "COMITATI DI AFFARI" che il fine settimana organizzano battute di caccia e scorpacciate (TANTO PAGANO ABELLI, GARIBOLDI E CO) negli agriturismi (magari gestiti da 'ndranghetisti? e magari sequestrati, in via giudiziaria a precedenti malcapitati di malagiustizia?).

FALSA ANTIMAFIA

IL BUON ANGIOLINO ALFANO E IL SASSOFONISTA MAX MARONI HANNO INSCENATO UNA COLOSSALE PANTOMIMA PER SALVARE IL CULO ALLA PROCURA DI PAVIA (RICORDIAMOCI CHE LA PROCURA PAVESE E' QUELLA CHE PRESIEDE IN QUEL DI VIGEVANO E DEL CASO DI GARLASCO... DI CUI TUTTI SAPPIAMO LE FALSE ACCUSE CHE SONO COSTATE 89.000 EURO AD ALBERTO STASI + IPOTECHE...).

I TITOLONI PUBBLICATI SULLA PROVINCIA PAVESE NEL MESE DI OTTOBRE-NOVEMBRE 2009 (GRANDIOSA INCHIESTA ANTIMAFIA CONDOTTA DAL GIP E.RIZZI DA ME PLURIQUERELATO PER CONCORSO ESTERNO IN MAFIA) E' UNA COLOSSALE MESSA IN SCENA PER RIABILITARE LA "GRANDE FAMIGLIA" DELLA PROCURA DI PAVIA DA OLTRE 2 ANNI ACCUSATA IN QUESTO WEB DI GRAVISSIME OMISSIONI E LATITANZE SULLE PRESENZE CRIMINALI NEL TERRITORIO DI COMPETENZA.

IL GIORNALE LA PROVINCIA PAVESE E' DA TROPPO TEMPO IL PORTAVOCE DEGLI ANNUNCI DI ANGELO COBIANCHI (SINDACO DI PIEVE PORTO MORONE) E DELLA STESSA PROCURA DI PAVIA E DEL PDL PROVINCIALE CON GLI ABELLI E GARIBOLDI ED IL QUARTIERE S.GIULIA DI MILANO ED I CONTI IN SVIZZERA DERIVANTI DA PECULATI E FRODI E INFILTRAZIONI 'NDRANGHETISTE,

LA MAFIA ISTITUZIONALE SI AUTOASSOLVE ESATTAMENTE CON GLI STESSI MECCANISMI CON CUI SI AUTOREFERENZIA!

LISTA PREDE

L'ordine politico, finanziario e giudiziario appena descritto, pretende ed esige il sacrificio umano, la predazione.

Come ampiamente descritto nei documenti disponibili ai link:

http://www.mafiaspa.ch/psichiatria-politico-giudiziaria.htm

http://www.mafiaspa.ch/sintesi2.htm

http://www.mafiaspa.ch/evapolak.htm

http://www.mafiaspa.ch/tav.htm

http://www.mafiaspa.ch/milano_droga.htm

http://www.mafiaspa.ch/stragedierba.htm

http://www.mafiaspa.ch/pdlmafia.htm

http://www.mafiaspa.ch/ganzer.htm

http://www.mafiaspa.ch/viagradoli.htm

http://www.mafiaspa.ch/fotografare.htm

http://www.mafiaspa.ch/procura_lodi.htm

la predazione sistematica attuata dalla Repubblica italiana nei confronti delle sue vittime politiche non trova limite nella crudeltà e nella natura criminale dei suoi promotori principalmente rappresentati da Ministri, Capi di Governo, amministratori locali, quali presidenti di province, sindaci, Magistrati, Forze dell'Ordine, imprenditori, corporazioni di psichiatria, ordine dei giornalisti, imprenditori, avvocati, commercialisti, giudici tributari, e semplici cittadini fruitori di raccomandazioni e amicizie "influenti" etc...

 

... appendice...

LEGA NORD-PDL  E MAFIA.

 

LA BANCA RASINI (CONDOTTA NEGLI ANNI '60 DAL PADRE DI SILVIO BERLUSCONI) GESTIVA I CONTI CORRENTI DI MOLTE FAMIGLIE SICILIANE APPARTENENTI A "COSA NOSTRA" TRA LE QUALI I BONTADE.

EDILNORD-FININVEST-PUBLITALIA80-MEDIASET-TELESYSTEM SONO NATE DAL RICICLAGGIO DI DENARO MAFIOSO. LA BANCA RASINI DIVENNE POI BANCA POPOLARE DI LODI E SUCCESSIVAMENTE BANCA POPOLARE ITALIANA. LA BANCA POPOLARE DI LODI AVEVA COME AZIONISTI IL MINISTRO TREMONTI CHE NEGLI ANNI '80-'90 PERMISE COSPICUI FINANZIAMENTI ALLA LEGA NORD TRAMITE CANALI DI RICICLAGGIO DELLA MAFIA SICILIANA.

TREMONTI E VALTELLINA.

LA VALTELLINA VEDE NOTEVOLI PRESENZE CRIMINALI E DI RICICLAGGIO NEL PROPRIO TERRITORIO (EQUAMENTE DISTRIBUITE TRA LOBBY PD, PDL,LEGA) , FENOMENO IN CRESCITA DOPO IL CONTROLLO POLITICO PDL-LEGA NORD NEL TERRITORIO.

 

LEGA=PDL=BERLUSCONI=MAFIA

http://www.mafiaspa.ch/sintesi2.htm

 

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