Ecc.mo dott. Vitaliano Esposito, Procuratore Generale della Procura Generale presso la Suprema Corte della Cassazione Oggetto: istanza per azione disciplinare nei confronti di EMILIANO RAGANELLA, sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Pistoia Dott. Eva Polak, come da carta d'identità allegata, mi rivolgo alla S.V. ecc.ma, quale l´unico organo avente l´obbligo-dovere di intraprendere azione disciplinare presso il C.S.M. a carico di magistrati che violano le regole della Deontologia professionale. 1) Il 27.7.2007, il dott. Emiliano Raganella, sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Pistoia, si asteneva dal procedimento penale RG 2644/07 richiamando delle false motivazioni, a puro scopo manipolativo, per imboscare il procedimento penale nel quale ero parte offesa. Il Raganella falsamente dichiarava di voler astenersi da ogni procedimento che mi vedeva parte, in qualsiasi mia veste (all. 1). L´astensione era accolta dal Procuratore della Repubblica, dott. Renzo Dell'Anno, ed a seguito dell´astensione di Dell'Anno, dalla Procura Generale di Firenze che ha nominato un magistrato di Lucca, dott. Sergio Garofalo, in sostituzione della Procura della Repubblica di Pistoia (all. 2). 2) Il 7.10.2008, il Raganella presentava querela nei miei confronti presso la Polizia giudiziaria di Pistoia per la quale il Procuratore della Repubblica di Pistoia mi ha iscritta a registro per il reato di diffamazione, RG 4968/08/21 (all. 3-4). La querela scaturiva da tre messsaggi sms a me attribuiti e da una missiva da me depositata il 14.7.2008, a seguito dell´insabbiamento del procedimento penale RG 2643/05 ad opera del Raganella che ha implicato l´aggiustamento di un processo penale connesso, proc. pen. RG 1376/01, in corso di dibattimento dal 2006 - ad oggi. Secondo il tono della missiva, avrei "diffamato" anche altri soggetti, magistrati e non, ma il Raganella ha occultato davanti a loro la missiva "offensiva" e ometteva pure denunciarmi per il reato di calunnia affinché non emergano le sue porcherie commesse, nonché dei magistrati-colleghi coinvolti in diversi procedimenti, penali, civili, esecutivi, fallimentari connessi al procedimento RG 2643/05 (all. 5). Naturalmente, l´imboscamento doloso del procedimento RG 2643/05 implicava che non dovevo rispondere per il reato di calunnia nemmeno io. Il procedimento RG 4968/08/21 è stato poi trasmesso alla Procura della Repubblica di Genova che mi ha rinviata a giudizio senza aver svolto delle indagini, a sola parola del Raganella essendo lui un magistrato, occultandomi pure gli avvisi che mi spettavano per la richiesta della proroga delle indagini preliminari, fascicolo RG 13841/08 (all. 6-7). 3) Il Raganella ha però, dolosamente, ometteva di presentare querela nei miei confronti per il reato di calunnia, nonostante che erano archiviati tutti i procedimenti aperti a seguito delle mie querele, che coinvolgevano l´operato del Raganella. Altrettanto, il Raganella ha omesso di presentare querela nei confronti dei suoi colleghi genovesi che hanno omesso di procedere nei miei confronti per il reato di calunnia "commesso" a suo carico. Tutto ciò, perché lo stesso sa bene di quale sodalizio creato tra i magistrati ne facesse parte, mirato a distruggere la Polak. 4) Nonostante che il Raganella si fosse astenuto e fosse a piena conoscenza del procedimento penale a mio carico presso il Procura della Repubblica che lo vede per parte offesa, lo stesso continuava a procedere a mio carico e aggiustando i procedimenti che mi vedevano parte offesa, violando ogni mio diritto di legge: a) il Raganella, ha richiesto l´archiviazione del procedimento RG 2643/05 senza che fosse trasmesso il fascicolo alla sede competente essendo coinvolti dei magistrati pistoiesi nei fatti denunciati. Dalle indagini delegate in bianco, parziali e fuorviate, emergeva che il querelato mi aveva riciclato degli assegni bancari falsi, trattati su conto corrente chiuso da anni, intestato ad un altro soggetto (all. 8). La falsità di altri due assegni bancari da quasi lire 100 milioni, emergeva dalla bocca del primo falsificatore degli assegni, nel dibattimento del procedimento RG 1376/01 a carico dell´indagato del procedimento RG 2643/05, (all. 9). I due procedimenti connesssi, giacevano nella stessa fase di inerzia nel 2005, ciò nonostante non erano riuniti, non erano coordinate le "indagini" non svolte. Il Raganella ha omesso le indagini per la dichiarazione di prestito fraudolenta con la quale veniva garantito il pagamento degli assegni bancari falsi, e con la quale mi veniva promessa garanzia reale su immobili intestati a terzi, sotto procedura esecutiva da anni, nonché indagare sui fatti da me denunciati per favorire la parte più favorita. Il Raganella, a proprio arbitrio, riteneva che gli assegni falsi riciclatimi in cambio dei miei soldi buoni costituivano solo un "prestito" richiedendo l´archiviazione del misero reato manipolato, affinché siano legalizzati i proventi dei reati al querelato giudice tributario, a mio danno, il quale non possedeva alcuna autorizzazione per la raccolta di risparmio privato tra il pubblico (all. 10). A tale scopo erano manipolati gli atti, i fatti, la contestazione dal Raganella e dai suoi colleghi magistrati. Nonostante che le indagini del procedimento RG 2643/05 si fossero concluse il 8.3.2006, prima dell´udienza di smistamento del procedimento RG 1376/01 celebrata il 12.5.2006, nell´ambito del quale non si era mai emersa la falsità degli assegni bancari accertati dalla Guardia di Finanza, e occultata dolosamente dal Raganella, lo stesso richiedeva l´archiviazione del procedimento RG 2643/05 a 1 anno di distanza dalla conclusione delle indagini, il 11.7.2007, e mi faceva notificare la richiesta solo il 22.9.2007, dopo che si erano scaduti i termini per la proposta di impugnazione della parte offesa della sentenza di primo grado del procedimento RG 1376/01. Prima di allora non sapevo che gli assegni fossero falsi non essendo stato indagato il procedimento RG 1376/01! Il Raganella, però, dolosamente, non si era astenuto dal procedimento penale RG 2643/05, ma alcuni giorni dopo la richiesta di archiviazione, si era astenuto dal procedimento a carico della moglie dello stesso giudice tributario. b) Il Raganella era assegnatario anche del procedimento RG 392/07 nel quale sono parte offesa, iscritto a registro due anni dopo la presentazione della mia querela del 30.4.2005. Il Raganella è rimasto inerte per anni nel procedere per il reato di competenza del giudice di pace, senza aver mai richiesto proroga dei termine delle indagini preliminari (all. 11). Il dibattimento è iniziato il 22.5.2009, ancora in corso, a reati PRESCRITTI, ad opera del Raganella. c) Il Raganella era assegnatario anche del procedimento RG 2283/08/21 a mio carico, aperto senza che fosse una querela procedibile a monte per il reato di ingiuria, nel quale la parte offesa è un magistrato del Tribunale di Pistoia, ciò nonostante il PM emetteva provvedimento cautelare. Il Raganella ignorava ogni mia richiesta di voler rendere delle dichiarazioni spontanee ed ordinava la trasmissione del fascicolo a Genova solo dopo che avevo presentato richiesta di riesame della cosa da lui sequestrata (all. 12). 5) Il Raganella è ancora assegnatario di una lunga lista di procedimenti penali aperti a mio carico, per reati appositamente creati, 1076/09/21, 3722/09/21, 2277/09, 331/09, 427/10 ed altri ancora. Il Raganella mi rinvia a giudizio o senza aver mai svolto un solo atto di indagine, quanto meno a mio favore violando l´imposizione dell'art. 358 c.p.p., o ritenendo autorevoli le dichiarazioni pilotate degli agenti della Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Pistoia. Non ero mai invitata a farmi chiarire dalle accuse mossemi. Tutte le mie richieste di presentare dichiarazioni spontanee, di svolgere delle indagini a mio favore erano ancora ignorate dal Raganella (all. 13- ne produco solo una). Invece, in un´occasione sola, dopo la conclusione delle indagini preliminari, venivo invitata a rendere delle dichiarazioni all´agente della Polizia di Stato di Montecatini Terme che fa parte del soldalo creato dai magistrati per aggiustare i procedimenti che mi vedono per parte, nonostante che io NON abbia richiesto di essere sentito in tale procedimento, ma in un altro. A seguito della verbalizzazione distorta, dell´omissione delle mie dichiarazioni, ho rifiutato di firmare il verbale (all. 14). Il Raganella mi rinvia a giudizio immediatamente prima che si concludessero i termini delle indagini preliminari, falsamente richiamando che erano concluse le indagini mai svolte, che potevo chiedere ammissione al gratuito patrocinio (all. 15). Quindi mi vedo sul banco degli imputati per: - un´asserita falsa autocertificazione di redditto presentata per l´ammissione del gratuito patrocinio per l´anno 2006, perché il Raganella sostiene che la dichiarazione del reddito presentato nell´anno 2008 per il reddito percepito nell´anno 2007, si riferisse al reddito del 2006, proc. pen. RG 1076/09; - per un foglio di via emesso con dal Questore, a seguito di accuse false, diffamatorie, calunnianti della Polizia giudiziaria della Procura di Pistoia che mi accusava di essere responsabile dei reati per i quali non sono iscritta a registro né dalla Procura di Pistoia né da quella di Genova, quanto meno condannata, RG 2277/09 e una decina. Il provvedimento non mi è stato mai notificato e mi è stato fatto credere per 1 anno che fosse stato emesso un provvedimento di espulsione, di competenza prefettizio. Da questo atto illegittimo è nata una decina di procedimenti penali per violazione del provvedimento di foglio di via, mai riuniti ed indagati, tutti assegnati al Raganella. In nessuno dei procedimenti a mio carico ero ammessa al gratuito patrocinio, a reddito ZERO, affinché non mi possa difendere con un avvocato di fiducia (all. 16). Questo anche allo scopo di impedirmi di presentare richiesta di remissione del porcesso ad una sede imparziale. Mi sono nominati avvocati con studio in Pistoia dove non sono autorizzata ad accedere per poter esercitare i miei diritti di legge, partecipare alle udienze, consultare con la difesa nominatami secondo il gusto dei magistrati da me denunciati da anni (all. 17). 6) Il Raganella, quale PM, partecipava nell´udienza civile RG 4305/02. Lo stesso dolosamente mentiva a verbale al giudice che le sue astensioni non erano accolte dal Capo d´ufficio, nonché negava l´essitenza della sua querela del 7.10.2008 che non era verbalizzato al giudice affinché non debba denunciare il PM che mentiva (all. 18). Il Raganella, quael conoscitore e possessore esclusivo delle leggi, non è un magistrato imparziale, indipendente, ma uno che si sottomette agli ordini illegittimi, viola ogni norma costituzionale, procedurale, convenzionale, disposto a commettere qualsiasi illecito per motivi da scoprire. Per quanto sopra esposto e qui documentato insisto affinché la S.V. ecc.ma, quale l´unico organo conferito del potere dell´azione disciplinare voglia: - sollecitare un procedimento disciplinare nei confronti del dott. Emiliano Raganella, sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Pistoia, presso il C.S.M. insistendo affinché gli atti siano trasmessi alla Prima Sezione, - presentare istanza di procedere ex artt. 331 c.p.p., 357 e 361 c.p. presso la Procura della Repubblica competente per i fatti di rilievo penale qui documentati, insistendo che siano chiamati in causa gli altri responsabili della violazione dei miei diritti, - sia denunciata alla Corte dei Conti il dott. Emiliano Raganella contribuito con soldi pubblici rifiuta di assolvere la propria funzione, quale pubblico ufficiale, danneggia l´immagine della magistratura, il servizio pubblico della Giustizia, sperpera i fondi pubblici e si appropria della funzione legislativa, revisionando le leggi dello Stato ad arbitrio. Richiamo l´attenzione della S.V. ecc.ma di quanto fosse indispensabile e necessario sottoporre il dott. Emiliano Raganella ad una perizia mentale approfondita, se lo stesso fosse in grado di assolvere la funzione di magistrato. Insisto affinché io sia avvisata dei provvedimenti presi, per scritto, presso la mia residenza risultante dal documento d´identità qui allegato. Il presente esposto è corredato di video-denuncia inserita in Youtube per salvare la mia integrità: "Denuncio il PM Raganella". Rimango a Vs disposizione per qualsiasi chiarimento. Faccio notare che l´istanza di procedere non può essere inoltrata alla Procura della Repubblica di Genova, perché i Palazzi di Giustizia genovesi sono diventati ricattabili dai magistrati toscani, quindi imboscano ogni querela presentata a carico dei magistrati toscani, come la S.V. ecc.ma ne è già a conoscenza, e si erano già espressi, in più occasioni, che non intendono ad indagare e procedere a carico di magistrati da me denunciati. Richiamo la Sua attenzione sull´urgenza del provvedimento perché già due volte è stato tentato un TSO a mio carico dal Procuratore della Repubblica di Pistoia, che ripartisce le direttive al dott. Emiliano Raganella, e lo stesso si era avvalso del giudice di pace, avv. Chiara Guazzelli, affinché io sia resa innocua tramite la Psico-Polizia, attraverso una dichiarazione di incapacità di intendere e volere allo scopo di proteggersi contro le denunce della Polak. Alcuni mesi fa, è morto un ragazzo rumeno nella Caserma dei Carabinieri di Montecatini Terme a seguito di un TSO, senza che la Procura di Pistoia avvesse trovato dei responsabili, e non voglio fare la stessa fine, come ha fatto pure quel Maestro la cui agonia era trasmessa dal RAI 3. Se l´esposto presente fosse incomprensibile a causa delle mie origini estere, chiedo che sia tradotto in buon italiano: "Se mi sbaglio, mi corigerete". Se i fatti qui esposti fossero rappresentati in modo confusionale, non si deve al mio stato mentale, ma perché non sono un avvocato. A prova della colpevolezza di Raganella, produco i seguenti documenti: Allegati n. 19: astensione Raganella 27.7.2007 provvedimenti n. 76/07 Procura Generale di Firenze querela di Raganella 7.10.2007 frontespizio fascicolo Pistoia RG 4968/08 missiva 14.7.2008 frontespizio fascicolo di Genova, RG 13841/08/21 conclusione indagini preliminari, RG 13841/08/21 relazione Guardia di Finanza del 8.3.2006, RG 2643/05 estratto deposizione nel proc. pen, RG 1376/01 richiesta di archiviazione procedimento penale RG 2643/05 atti procedimento RG 392/07/21-bis atti procedimento RG 2283/08/21 istanza di rendere dichiarazioni spontanee atti procedimento penale RG 2277/09 conclusione delle indagini preliminari di vari procedimenti penali uno dei rigetti al gratuito patrocinio provvedimento di foglio di via + certificato casellario giudiziario + istanza di notifica + richiesta di autorizzazione accedere a Pistoia verbale di udienza civile 10.11.2009 carta d´identità Con ossequio. Dott. Eva Polak Egregio dott. Raffaele D´Amora (presidente del tribunale di Pistoia), ho inviato diverse email per Sua conoscenza sull´operato delinquenziale dei suoi colleghi-magistrati come puó ravvisare palesemente dagli atti giudiziari dagli atti allegati, ma Lei tace su tutto. Ho trovato tra gli atti di indagine svolte dai PM, Massimo Terrile e Romeo Morisani della Procura della Repubblica di Genova a carico del Comitato d´Affare creato tra i magistrati fiorentini (caso Puliga), quelli relativi alla sua escussione a sede SIT. Mi sembra che Lei, quella volta, si era salvato senza esserci coinvolto nelle accuse, ma non ho ancora finito di leggere tutti gli atti. Lei come presidente del tribunale di Pistoia, che sta seguendo il comportamento di copertura del presidente precedente, Carla Carnesecchi, sarebbe responsabile dell´operato dei suoi magistrati. Come emerge dagli atti, invece, é entrato anche Lei a far parte di diversi Comitati d´Affari creati nella Patria della Massoneria a danno della Polak. Mi spiego meglio: - del Comitato che mi ha fottuto il sequestro conservativo civile del giudice Calvani, anche lui entrato poi nel Comitato, del quale fa parte un numero considerevole di magistrati toscani. Questo Comitato era fondato dal giudice Rosa Selvarolo (RE 44/01 e altri) che ha continuato la sua attivitá illecita nelle esecuzioni immobiliari, poi in sede penale essendo stata promossa a mio danno, - del Comitato che mi sta fottendo la casa, per rammentare solo quelli piú importanti. Di quest´ultimo, fanno parte i due PM indaganti per il caso Puliga, quindi la sua copertura é perfetta essendo diventati gli stessi ricattabili da Voi altri, senza dover attivarsi per far prescrivere i reati come hanno fatto nel caso Puliga. Di conseguenza, Lei é entrato per far parte pure nel Comitato di Morte che i magistrati-terroristi hanno messo in piede per proteggersi contro le mie denunce stra-documentate, per sanare le loro porcherie in sede nazionale e sovranazionale, altrimenti difficilmente spiegabili attraverso psicofarmaci potenti, elettroshock, per non farmi piú ragionare. Domando a Lei, quale era il Collegio che ha avuto il coraggio di nominare una perita della Psico-Polizia di Pistoia convocata affinché mi sia riformattato il cervello con metodi dittatoriali, da veri terroristi, per rendermi innocua per sempre nella difesa della Vostra carriera nella magistratura pagata con soldi pubblici? Gli stessi magistrati da me denunciati da anni? Con quale coraggio Lei nomina un qualsiasi giudice di Pistoia per decidere sulla mia vita che io ho denunciato da anni e Tutti? Non é stato sufficiente che mi avete fatto confinare da Pistoia, come se fossi la peggiore dei delinquenti, che vi siete appropriati della mia vita, e ora me la tentate palesemente? La diffido pubblicamente che voglia porre fine alle porcherie dei suoi magistrati, e che si attivi affinché gli stessi non possano mai decidere sulla mia vita essendosi coperti di fango da tanti anni. Sará un caso che il Comitato Puliga operava indisturbatamente, per decenni, in Toscana, che la Signora Randazzi che si é data fuoco davanti al Quirinale, fosse proprio toscana, che i Sannino, lo Zarrilli, anche loro toscani, e tanti altri ancora, debbano lottare contro il vento, come la Polak? Anche loro saranno sottoposti a cura mentale come la Polak, o solo io perché il mio cognome vi suona male? Sarebbe auspicabile che mi degnasse ad una risposta. Dott. Eva Polak Procura della Repubblica di Torino Esposto/denuncia/querela/istanza di procedere Dott. Eva Polak, come da carta d'identità allegata, espongo i seguenti fatti: 1) Il 4 luglio 2009, inoltravo querela a carico di Agenti della Questura di Pistoia, e di altre persone che agiscono nella loro funzione pubblica presso le Istituzioni pubbliche di Pistoia, per un´azione di violenza, di forza, di sequestro di persona subita in luoghi pubblici (all. 1). Non ero mai contattata per ratificare la querela presentata in via telematica. Il Procuratore della Repubblica di Bologna registrava la querela contenente notizie di reati di procedibilità di ufficio, nel registro 45, da atti "non costituenti reato", assegnando il procedimento AR 1741/09/45 al PM, dott. Lucia Musti della Sezione Antimafia. Il 25 luglio 2009, il PM inoltrava il fascicolo alla Procura della Repubblica di Genova, con la seguente annotazione: "Trasmetto gli atti, per quanto di competenza, per quanto riterrà di eventuale competenza ai sensi dell'art. 11 c.p.p. parlandosi di magistrati in servizio a Pistoia. La segnalo che la denunciante è facile alla presentazione di esposti". La dott. Musti, mi offendeva, mi calunniava gratuitamente di aver presentato delle querele calunniose nel passato, senza azionarsi per farmi rinviare a giudizio. Non ero mai iscritta a registro per il reato di calunnia, quanto meno condannata, ma il PM fuorviava anche l´oggetto della querela che riguardava i reati commessi dagli Agenti delle Forze dell´Ordine pubblico, dal Prefetto, dal Questore di Pistoia, dal Procuratore della Repubblica di Pistoia, dal Procuratore Generale di Firenze, per un specifico episodio e per le omissioni. Già da ora insisto affinché sia indagato come il PM poteva sapere che le mie querele di non competenza della Procura della Repubblica sarebbero state tutte calunniose? 2) Il dott. Francesco Lalla seguiva il consiglio della dott. Musti ed il 28 luglio 2009, ordinava l´iscrizione del fascicolo nel registro del modello 45, da atti "non costituenti reato", istituito per finalità estranee alla materia penale. I due assegnatari PM, il Procuratore aggiunto, dott. Vincenzo Calia, e il sostituto procuratore, dott. Biagio Mazzeo, agivano secondo le direttive ripartite a loro dal Capo d´Ufficio, e, poche settimane dopo, il 14 settembre 2009, presentavano richiesta di archiviazione al GIP senza notificare la richiesta di archiviazione a me quale querelante e parte offesa, senza aver svolto un solo atto di indagine sui fatti denunciati, evocando delle false e soggettive motivazioni (all. 2). I PM ingannavano il GIP, che voleva proprio essere ingannato, e falsamente richiamavano che l´oggetto dei due esposti riguardava vari procedimenti penali tutti archiviati su richiesta della Procura di Genova. Invece, nel fascicolo c´era solo l´email trasmessa da Bologna, ma non l´allegato, il certificato medico delle lesioni subite nel corso dell´azione di violenza. 3) Il GIP dott. Roberto Fucigna accoglieva la richiesta dei PM senza eccepire la mancata notificazione della richiesta di archiviazione per la quale insistevo nella querela, senza eccepire la violazione delle norme procedurali, le falsità riportate negli atti dal PM alle quali aveva aggiunto le sue. Il GIP non agiva secondo la propria funzione istituzionale di controllo delle attività di indagini preliminari dei PM per impedire che fosse eluso l'esercizio dell'azione penale obbligatoria, ma da giudice di merito, funzione che non gli compete (all. 3). Il GIP ometteva di presentare istanza di procedere ai sensi e per gli effetti degli artt. 331 c.p.p., 357, 361 c.p. nei confronti dei suoi colleghi magistrati, per i reati che emergevano palesemente dagli atti del fascicolo, nonché per l´omessa comunicazione dovuta dai PM agli organi disciplinari ai sensi e per gli effetti degli art. 129 Att. c.p.p.. 4) Solo casualmente venivo a conoscere del procedimento archiviato e ne chiedevo immediatamente la rimessione nei termini per esercitare i miei diritti di parte offesa. A mesi di distanza, il GIP rigettava la richiesta con decreto, senza fissare l´udienza camerale. Il GIP rigettava anche la richiesta di ammissione al gratuito patrocinio così impedendomi di presentare ricorso avverso il provvedimento emesso con dolo e colpa grave, sapendo benissimo che non potevo affrontare le spese per pagare l´assistenza di un avvocato a reddito ZERO (all. 4). Comunque, non potevo presentare ricorso con il gratuito patrocinio perché i disagiati non hanno il diritto ad impugnare gli atti illegittimi, ai sensi dell´art. 120 DPR 115/02. Il GIP motivava il rigetto perché l´archiviazione era avvenuta prima che avevo presentato la domanda al gratuito patrocinio scordandosi però della propria responsabilità per la dolosa archiviazione avvenuta senza la notifica della richiesta di archiviazione e del suo decreto. 5) Presentavo istanza al Procura Generale di Genova, al dott. Luciano Di Noto, per l´avvocazione del procedimento per il quale la Procura della Repubblica si era espressa di non voler indagare e procedere, ma l´istanza non era provveduta (all. 5). L´unico rimedio giuridico dei procedimenti non penali abusivamente iscritti nel modello 45, è l´avocazione, quindi mi vedevo esclusa definitivamente dal diritto ad accedere alla giustizia. Allego l´elaborazione del fascicolo riportato in un foglio Excel dal quale è immediata la comprensione dell´attività dei PM, del GIP (all. 6). La diretta conseguenza della protezione offerta alle persone denunciate è che le stesse non dovevano mai rispondere per i reati commessi a mio danno, si sentono ancora autorizzate a qualsiasi azione di violazione e di forza, come l´avevo già subito anche nel passato (all. 7). Per impedirmi di presentare altre denunce, era emesso un foglio di via da Pistoia per tre anni per reati appositamente creati. Non riuscendo ad impedirmi presentare querele altrove, era tentato due volte un TSO ed è in corso una dichiarazione di incapacità di intendere e volere che serve per sanare i reiterati abusi legittimati dalla Procura consaguina. Per quanto sopra esposto, presento Esposto/denuncia/querela/istanza di procedere a carico di: Musti Lucia della Procura della Repubblica di Bologna, Di Noto Luciano, Lalla Francesco, Calia Vincenzo, Mazzeo Biagio, Fucigna Roberto, tutti domiciliati presso i Palazzi di Giustizia di Genova, e di altri che la S.V. ecc.ma ritiene di dover chiamare in causa, nella loro qualità di pubblico ufficiale aventi l´obbligo di legge di adempiere alla loro funzione, al rispetto delle norme di legge e per i reati di: collusione, per associazione a delinquere di tipo mafioso, favoreggiamento, calunnia, falso in atti giuridici, falso ideologico, corruzione in atti giudiziari, omissione in atti di ufficio, abuso in atti di ufficio, minaccia, estorsione, appropriazione della funzione legislativa non spettante, rifiuto della funzione pubblica, stalking, mobbing, provocazione, istigazione, tortura mentale, diffamazione, ingiuria, discriminazione, odio razziale, e per tutti gli altri reati che la S.V. ecc.ma voglia ravvisare nei fatti su esposti e che emergeranno dalle indagini complete ed imparziali. Con il presente atto insisto affinché - il fascicolo sia assegnato alla sezione della fascia debole, - siano perseguiti i reati denunciati, sia proceduto per i fatti denunciati, siano perseguiti i responsabili e siano condannati a risarcirmi per ogni danno sofferto ai sensi delle norme penali e civili, voglia: - sia sollecitato un procedimento disciplinare nei confronti dei magistrati presso il dott. Vitaliano Esposito, Procuratore Generale della Cassazione, quale l´unico organo conferito del dovere-potere per intraprendere tale azione insistendo che gli atti siano trasmessi alla Prima Sezione, - sia data comunicazione: agli organi disciplinari ai sensi e per gli effetti dell´art. 129 Att. c.p.p. e della circolare C.S.M. 13689/95, alla Corte dei Conti competente. Chiedo che sia accertata se il comportamento sopra descritto è in uso nei confronti di tutti i cittadini quali parti offese, o se fosse praticato solo per i procedimenti che vedono coinvolta la Polak. Visti e considerati: - il gran numero dei magistrati coinvolti nella vicenda e l´importanza della loro funzione, del loro status sociale, il loro potere, il raggio di azione, la loro forza, la subordinazione delle altre Autorità pubbliche, delle Istituzioni, - le azioni estreme messe in atto nei miei confronti che pregiudicano la mia integrità fisica e mentale, - la mia appartenenza alla fascia debole, alla classe emarginata, discriminata, economicamente, socialmente disagiata, - l´appartenenza dei soggetti protetti a monte alla criminalità organizzata, ad associazioni occulte, - la morte di un ragazzo rumeno a seguito di un TSO, nella Caserma dei Carabinieri di Montecatini Terme, rimasta senza responsabili, l´operato della magistratura italiana ben conosciuta (all. 8), - la trasmissione 9.4.2010 della RAI 3 sulla morte di un Maestro, sempre a seguito di un TSO, le altre morti, violazioni non pubblicizzate, ma pubblicate in Rete, - l´uso abusivo del TSO per rendere innocua le persone sane di mente, ma "disobbedienti" come me, i numerosi casi, gli articoli diffusi in Internet della messi in atti dalla Psico polizia, le azioni di annientamento descritte dal giudice Roberto Scarpinato nel libro "Il Ritorno del Principe", come esattamente sta succedendo a me, insisto fin da ora affinché sia provveduta per la sicurezza mia e della mia famiglia. Chiedo di essere sentita personalmente in sede SIT, assistita eventualmente da un interprete, che neccessita per la comprensione dei fatti. Già da ora mi oppongo all´iscrizione nel modello di registro 45, trattandosi di notizie di reato, nonché nel modello 44 a carico di Ignoti magistrati (all. 9). Indico quale prova dei reati e di elementi di indagine da svolgere, gli atti del fascicolo AR 1973/09/45, la sorte della mia querela depositata il 7.7.2009 presso la Procura della Repubblica di Pistoia, le numerose azioni di violenza commesse dagli Agenti della Forze dell´Ordine pubblico di Montecatini Terme, di Pistoia, i fascicoli aperti presso la Procura della Repubblica di Bologna e tutti i fascicoli trattati dai PM sopra denunciati, i fascicoli, i dati custoditi su di me presso la Prefettura, Questura, presso la psichiatra Maria De Dona di Pistoia, presso il Sindaco, gli assistenti sociali, il medico di famiglia, dr. Michele Sabrino Pepe, tutti di Montecatini Terme, che devono anche essere escussi in sede SIT, quali persone informate sui fatti. Mi riservo sull´indicazione di altri testimoni che devono essere escussi in sede SIT. Richiamo l´attenzione della S.V. ecc.ma di quanto sarà indispensabile e necessario sottoporre i responsabili dei fatti ad una perizia mentale approfondita, se gli stessi fossero in grado si assolvere la loro funzione nel pubblico servizio della giustizia. Chiedo di essere avvisata in caso di eventuale richiesta di archiviazione e proroga del termine delle indagini preliminari. Già da ora insisto per gli avvisi dovutimi ex art. 335 c.p.p.. Chiedo di essere avvisata dei provvedimenti presi, per scritto, presso la mia residenza risultante dal documento d´identità qui allegato. Se la Procura di Torino non volesse procedere, mi dica almeno a quale organizzazione dovrei rivolgermi se non agli Organi giudiziari costituiti per legge per impedire che il cittadino debba far giustizia da sé? Non sono un avvocato, quindi se i fatti fossero esposti confusionalmente non lo si deve al mio stato mentale. Sono di origine estera e se fossi incomprensibile a causa dei miei errori grammaticali, si deve tradurre la querela in buona lingua italiana, non per quello non deve essere proceduta: "Se mi sbaglio mi corigerete". Allegati n. 10: email del 4.7.2009 + certificato medico richiesta di archiviazione decreto di archiviazione rigetto richiesta di ammissione al gratuito patrocinio richiesta di avocazione elaborazione procedimento su foglio Excel articolo La Nazione articolo La Nazione sulla morte di Sorin Calin + di Mastrolorenzi disciplina per l´uso dei registri 44 e 45 carta d´identità Con ossequio. Dott. Eva Polak